Il pop surrealista d'Oriente arriva a Roma

di Inés Bahia 

Tra grafismi manga e volti eterei: Giappone e Corea in Mostra a Roma. Nella cornice conturbante e raffinata della Dorothy Circus Gallery: due giovani artisti dell'estremo oriente in mostra. Tra spettrali mannequin e diafane silhouettes, il meglio del Pop surrealista d'Oriente

Inés Bahia

Inés Bahia

ContributorScopri di piùLeggi tutti

<<>0
1/

La Dorothy Circus Gallery, di Roma, specializzata in esposizioni dell'eccellenza Pop Surrealista internazionale, il 13 giugno ha inaugurato le prime esposizioni personali in Europa di due giovani talenti dell'estremo oriente: il giapponese Kazuki Takamatsu e la coreana Kwon Kyungyup.

Because I'm a Doll di Kazuki Takamatsu, che ha già risvegliato l'interesse di numerosi collezionisti, è incentrata sui temi e le immagini legate al sottile eros orientale e al mondo della tecnologia. Tra shilouettes inquietanti, di un erotismo spettrale, affiora lo spleen che riecheggia nelle vicende di Hiroshima e Fukushima, simboli di un Giappone post moderno, tristemente noto per l'alto tasso di suicidi. Takamatsu, ispirato proprio da questo aspetto inquietante del suo paese, nelle sue opere evoca spettri luminosi che, con solennità sacra, conducono nelle profondità dell'anima, per riscoprire la bellezza e la serenità.
Le opere del giovane surrealista pop sono state realizzate con una complessa tecnica grafica 3D chiamata distantfeerism, che miscela il depth-mapping con le cromie gouache.
Le sue spettrali doll, conturbanti e innocenti, nate da uno studio digitale in bianco e nero, prendono corpo e forma attraverso scale di morbidi bianchi e grigi, come se fossero illuminate da raggi X.

White Elegy, della coreana Kwon Kyungyup, vibra di malinconia trasfigurata in dipinti di giovani donne dall'incarnato di perla, volti diafani e angelici. E visi che, in un vedo-non vedo di bende, svelano occhi profondi e dolci, illuminati da lacrime di sofferenza. I soggetti, nati dalla sensibilità malinconica dell'artista coreana, sono in total white. Ed è proprio attraverso questa nuance gelida, che le figure dipinte diventano simboli e  scrigni di memorie remote, come bambole di porcellana immerse in una dimensione onirica indecifrabile.
Le opere della Kyungyup, eseguite con la tecnica a olio, pennellata dopo pennellata svelano la malinconia bianca di una bellezza ferita, come quella dei fiori che perdono il proprio colore, petalo a petalo.

Otto sono le opere selezionate, per ciascun artista, che la Dorothy Circus Gallery di Roma esporrà fino al 15 luglio 2013.  Per un viaggio inquietante, in una dimensione tra sogno e allucinazione, che ricorda tanto il mondo "disturbante" di Tim Burton, all'insegna del grafismo e ricercatezza orientali.

Dove: Dorothy Circus Gallery, via Dei Pettinati 76,  Roma
Quando: fino al 15 luglio 2013
Info: www.dorothycircusgallery.it
info@dorothycircusgallery.com


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it