Abbracciati
da Tigri ed Eufrate

di Marco Basileo 

Un luogo che evoca immagini e sogni di uno spazio-tempo lontano e inaccessibile. Eppure, per raggiungere la Mesopotamia bastano quattro ore di volo. Proposta di viaggio, con workshop fotografico, alla scoperta della culla della civiltà

Marco Basileo

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Foto: La Compagnia del Relax

Foto: La Compagnia del Relax

Mesopotamia. Quante suggestioni in una sola parola. La "terra di mezzo" tra i fiumi Tigri ed Eufrate, la Mezzaluna fertile, il centro del mondo in un tempo così lontano, che è perfino difficile da immaginare. Terra che è anche leggenda storica e geografica, culla di civiltà remote: sumeri, accadi, cassiti, babilonesi e assiri. La storia dell'umanità passa a sudest della Turchia.

C'è un motivo sostanziale: l'agricoltura è nata qui, grazie alla straordinaria fertilità del terreno irrigato dal Tigri e dall'Eufrate. Qui sono sorte le prime città della storia, crogiuolo di popoli con origine, religioni e lingue diverse. Il sito neolitico più antico risale a oltre 10mila anni fa. Nessun errore di battitura. Con l'invenzione dei caratteri cuneiformi, circa 5mila anni fa, in questo territorio termina la preistoria e inizia la storia. Il propulsore è una mescolanza umana e culturale capace di dare impulso alle scienze e agli scambi commerciali, ma anche alle invasioni, alle conquiste, alle occupazioni.

Oggi la Mesopotamia turca è un luogo del fascino e della memoria. Il solo nome evoca immagini e sogni di uno spazio-tempo lontanissimo e irraggiungibile. Invece, la Mesopotamia è dietro l'angolo: meno di tre ore per giungere a Istanbul e un'altra ora di volo per atterrare fra le braccia di Tigri ed Eufrate. Qui, la Compagnia del Relax di Enrico Raddrizzani (enrico@lacompagniadelrelax.net), organizza un viaggio con workshop fotografico di Claudio Silighini fra siti archeologici unici, antichi caravanserragli e bazar millenari: otto giorni per visitare i primi insediamenti preistorici legati all'alba dell'umanità. Şanliurfa, la città di Abramo sacra per le tre grandi religioni monoteiste, Diyarbakir con la sua cinta di mura, le chiese e le moschee, e Mardin arabescata nella roccia, dove ancora si parla aramaico. Un viaggio senza filtri: in mezzo alla gente del posto per farsi raccontare storie, leggende e nuove suggestioni.

Per informazioni, scrivete a csilighini@iper.net o telefonare a questo numero: +39 347 569 22 03. Qui il programma del viaggio.

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