A Perugia con mia figlia (per un'occasione speciale)

di Monica Tappa 

Una trasferta di tre giorni, l'occasione di visitare almeno in parte una città meravigliosa, e l'orgoglio di partecipare a una presentazione speciale. Ecco cosa siamo riuscite a fare.

Monica Tappa

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Perugia è una città che amo molto. Mi ha affascinata la prima volta che ci siamo incrociate, io ragazzina, in gita coi genitori, mi ha riconquistato in vacanza con il primo fidanzato, me la sono ritrovata spesso citata nei libri di arte che studiavo all'università.

Amo, dell'Umbria, la dolcezza dei suoi paesaggi e dei suoi colori che si perdono in sfumature d'acquarello, le pietre vive, i borghi arroccati, la fatica che si sente nelle gambe e si perde negli occhi delle stradine sempre in salita (che anche la discesa poi è faticosa).

Amo di Perugia il suo essere una città nobile e quieta. Di una bellezza mai eccessiva. Discreta. Un gioiello che si schiude piano e si concede con pudore.

La notizia che Rossella Boriosi, la "nostra" blogger con tre figli, avrebbe presentato il suo primo libro una domenica di novembre, a Perugia, dove vive, mi ha fatto nascere la voglia di essere presente. E così, tra una parola scambiata con il direttore, una telefonata alle maestre e al papà della bambina, e quattro conti, detto fatto ho organizzato questa trasferta.

Per partecipare a quell'evento. Per far conoscere la città a mia figlia. E vedere come avrebbe reagito. E' andata bene. Molto bene. Sono stati giorni emozionanti, di grandi risate, sorrisi, affetto e panorami meravigliosi.


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