1Cʼè un piccolo posto, proprio sulle rive della Senna, veramente atipico ma estremamente affascinante. Lo osservi, perché è impossibile non notarlo passandoci accanto, ed improvvisamente è come se venissi catapultato in uno spaccato di realtà londinese.
2Ricorda un poʼ J.K.Rowling e tutto lʼimmaginario da lei creato. Ha qualcosa di estremamente familiare ed accogliente ed è proprio costruito a misura dʼartista. Si tratta dellʼantica libreria Shakespeare & Co (37, rue de la Boucherie), gestita ora da Sylvia, figlia dellʼoriginario proprietario George Whitman.
3Nato nel 1951, questo posto era allʼinizio un ritrovo per letterati e uomini ricchi di spirito. E lo si percepisce, ve lo garantisco, che di lì ci sono passate menti in grado di evolverne lʼanima.
4Oggi è diventata una libreria davvero particolare: oltre alla normale vendita di libri, infatti, al piano superiore è possibile consultare una miriade di vecchi testi in lingua.
5Dallʼinglese allʼitaliano, al francese, al russo, milioni di giornali, immagini, parole, cose e dipinti riempiono lʼambiente.
6Eʼ come se tutto lì dentro aspettasse di essere usato e rimodellato, ma allo stesso tempo, non si sa bene come, riuscisse a conservare quel fascino retrò che lo rende così speciale.
7Eʼ facile capire perché scrittori come Joyce, Hemingway, Burroughs lʼavessero scelta come loro ritrovo. Dʼaltronde, un posto così dovrebbe essere sacro a qualsiasi mente fertile.
8Allʼinizio questo edificio doveva essere solo ed esclusivamente una specie di palestra: Napoleone III, infatti, lʼaveva pensato come base per le sue interminabili sedute di pallacorda. Oggi, il Jeu de Paume è diventato sede di alcune tra le più importanti mostre fotografiche parigine. Ed è proprio qui che la città di Parigi ospita, per la prima volta sul suolo francese, una retrospettiva dedicata a Diane Arbus. Tra le gallerie si snodano centinaia di foto: nani, girovaghi, circensi, bambini in lacrime, coppie stravaganti e personaggi borderline. (Fino al 5 Febbraio 2012).
9Ci scommetto: almeno una volta nella vita avrete sicuramente sentito parlare del Marché aux puches de Saint-Ouen un poʼ come fosse il paese dei balocchi, proprio come quello di cui ci parlava Collodi.
10Arrivarci è veramente faticoso ed il quartiere dove si trova (Porte de Clignancourt) non è nemmeno dei più invitanti, anzi, è piuttosto sgradevole, diciamoci la verità. Eppure, non appena superato il chilometro di bancarelle in cui tutto sa di vecchio e sgangherato, i profumi sono acri, i rumori fastidiosi ed un forte odore di erba ti entra nel cervello con molta poca gentilezza; si oltrepassa la soglia di quello che è il vero mercato e ci si rende conto per forza di essere finiti in un luogo in cui, non esistendo un confine ben definito tra nuovo ed antico, tutto assume un fascino particolare. In questa città, il tempo si è fermato.
11È una visione incantevole. Tutto si quieta in un nanosecondo, lasciando spazio alla fantasia. È il paradiso degli styilist, dei colezionisti e di tutti gli appassionati del vintage. Questo posto ha veramente un qualcosa di magico. Tra scarpe, collane, gioielli, mobili, libri, decori e pezzi dʼarte si possono passare ore ed ore a rovistare senza mai averne abbastanza. Assolutamente da vedere, quantomeno per curiosità.
12Chez Louisette attira la più svariata clientela: dal curioso allʼappassionato, dallʼartista allʼingegnere. È un locale di quelli che ti danno lʼimpressione di conoscere la loro fama, eppure, ciò nonostante, mantengono un certo contegno ed una certa umiltà. Qualche allegro musicante suona canzoncine tipiche, imbracciando una fisarmonica con aria disinvolta. Il menù è piuttosto svariato, ma sempre, totalmente di tradizione francese. In aggiunta a ciò, il pezzo forte sono i camerieri, che non se ne stanno in disparte ma, anzi, attirano lʼattenzione della gente spalancando la porta ed urlando inviti ad entrare. Che aggiungere? Beh, direi che non resta altro da fare che lasciarsi attrarre da questa atmosfera bohémienne!

13Ditemi la verità: non avete mai desiderato di sedere accanto a Napoleone fingendovi il suo più stretto collaboratore? O ballare per un poʼ con Mikeal Jacson e Madonna mentre Elvis riempie lʼaria con un poʼ di quella musica ritmata che trascinava tutti i pista e che solo lui sapeva fare? Ed abbracciare Brad Pitt? Bere una tazza di te insieme a Jean Reno giusto per rilassarsi un attimo dopo aver lavorato per ore ed ore nellʼatelier di August Rodin? Ecco, avete finito di sognare. È tutto possibile! Basta andare al Museé Grévin, accanto al famosissimo Hard Rock caffè. È un posto stravagante e davvero interessante. Nonostante il prezzo del biglietto sia un poʼ alto per le sue dimensioni (21€) bisogna ammettere che la visita possa essere veramente divertente, soprattutto vi si reca in compagnia. E già è possibile capire che il posto promette bene dalla prima sala: il ʻPalais des miragesʼ, attrazione pensata da Eugène Hénard, che simula, attraverso un interessantissimo gioco di specchi, svariati paesaggi piuttosto mistici e psichedelici. Ma successivamente i più intraprendenti potranno persino usare oggetti e souvenir per interpretare i propri idoli e scattarsi una foto con loro. Tra personaggi storici e rock star, alla fine è impossibile non lasciarsi assorbire da questo mondo dove ogni comune mortale può sentirsi, anche se solo per un attimo, sotto i riflettori della celebrità.
14Create dopo la rivoluzione francese, queste interessantissime gallerie dal fascino arcaico sono situate proprio allʼinizio di Boulevard Montmatre. Le Pasage du Panoramas sono una meta davvero attraente, di quelle di cui un vero turista curioso non può proprio fare a meno. Costruite nel 1799 allo scopo di permettere ai Parigini di recarsi in un luogo asciutto a fare compere anche durante i periodi invernali (ricordiamo che allʼepoca marciapiedi e fogne non esistevano ancora) sono oggi diventate un posto un poʼ elitario, ma a mio parere davvero imperdibile.
15Sono come delle antenate di un centro commerciale, solo che le trovi per strada, in pieno centro ed hanno molto più carattere di un grande magazzino qualunque dei nostri tempi. Tra ristoranti di ogni tipo (è possibile infatti fare assaggi di ogni cultura: da quella araba, a quella italiana, a quella cinese, indiana e francese...) e negozi di antiquariato, si trovano piccole boutique vintage, pasticcerie veramente raffinatissime ed addirittura negozietti specializzati solo ed esclusivamente nella vendita di oggetti per le case delle bambole. Capirete da soli, perciò, che se avrete voglia di intraprendere questa passeggiata, la vostra sarà una camminata davvero rilassante e ricca di sorprese.
16E diamine se è vero! Hanno proprio di tutto in questo posticino dal costante odore di muffa. Paul Vulin è un piccolo negozio che vende solo volumi dʼarte, design, moda, storia, fotografia e ricerca, proprio sotto il Passage Juffroy, di fronte alla galleria di cui vi parlavo precedentemente. È pieno zeppo di volumi, antichi e moderni che siano, a prezzi super stracciati. Lo spazio interno è soffocante: è tutto in legno e gli scaffali sono sovraffollati. Sembra un poʼ di essere finiti in una di quelle librerie storiche tricentenarie dove tutto profuma di vecchio, un poʼ come quella della storia infinita. Ma la sua particolarità è la parte esterna, quasi a volerti dire ʻacchiappa un libro, dato che passi di qua, che altro avresti di meglio da fare?ʼ tutti i volumi sono sbattuti su un grosso tavolo in legno laccato ed attendono di essere sfogliati ed acquistati. Dʼaltronde con sconti così esorbitanti (si trovano edizioni bellissime anche a soli 10 euro), chi non ne verrebbe attratto?