Marta tra i cercatori d'oro

di Marta Ghelma 

Una domenica d'inizio inverno alla ricerca dell'oro della Bessa

Marta Ghelma

Marta Ghelma

ContributorScopri di piùLeggi tutti

<<>0
0/

Una domenica d'inizio inverno ho deciso di fare una passeggiata nel Biellese, alla ricerca dei leggendari cercatori d'oro della Bessa. E...udite, udite, li ho trovati!

La Riserva Naturale Speciale della Bessa si estende per 7,5 km quadrati. Nella parte Nord Ovest è caratterizzata da enormi cumuli di ciottoli simili a dune, nella parte a Sud Est, invece, è formata da ghiaie e sabbia.

Quest'ultimi sono i residui del lavaggio effettuato per estrarre i frammenti d'oro accumulatisi nei millenni a causa dei continui periodi di avanzamento e arretramento dei ghiacciai che hanno trasportato questo metallo prezioso dalle Alpi.

Sono stati anche depositati massi erratici che riportano incisioni e coppelle che attestano, in periodo protostorico, la presenza in loco di popolazioni celtiche dette Victimuli.

L'estrazione dell'oro, con il sistema del lavaggio dei sedimenti argillosi, ghiaiosi e sabbiosi, probabilmente iniziò molto prima che Appio Claudio, con le sue legioni romane, conquistasse il territorio e sfruttasse queste ricchezze in modo intensivo.

Più di 5.000 schiavi, in poco più di due secoli (tra il II° e il I° sec. a.C.) esaurirono l'immenso giacimento, stimato di 12 km quadrati, come attesta lo storico Strabone.

Oggi la riserva è visitabile grazie a 5 percorsi tematici molto ben segnalati e, dulcis in fundo, portandosi verso l'alveo del torrente Elvo è possibile osservare i moderni cercatori d'oro che, con metodi antichi, continuano a setacciare argilla, sabbia e ghiaia alla ricerca delle ambite e luccicanti pagliuzze.

Seguitemi e vedrete!


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it