Settimana bianca in Alta Badia

di Riccardo Valsecchi 

I suoi numeri ne fanno il paradiso dello sciatore. Il sugo di salampatata quello del goloso. Ma l'Alta Badia non è semplicemente un comprensorio turistico, ma una valle che ha costruito la sua fama non rinunciando al rispetto per la montagna e al culto per le proprie tradizioni locali

Riccardo Valsecchi

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53 impianti di risalita, 130 chilometri di percorsi sciistici, di cui il 93,5 % di livello medio-facile, nonché la possibilità attraverso lo skipass Dolomiti Superski, di accedere a un comprensorio di ben 1200 km di piste; poi, 38 chilometri dedicati al fondo, palazzetti del ghiaccio, impianti sportivi al chiuso, centri benessere e decine di altre attività. In poche parole, l'Alta Badia, il non plus ultra per tutti coloro che desiderino passare una fantastica settimana bianca tra le cime delle Dolomiti.

Sebbene non proprio a ridosso degli impianti di risalita, scegliamo d'alloggiare all'Hotel Cristallo - hotelcristallo-altabadia.it -, situato sulla strada tra Corvara e La Villa. La suite è da sogno, il personale qualificato e cordialissimo, e, non da meno, sono presenti innumerevoli confort: tra questi, piscina, idromassaggio, saune, area fitness e, per gli amici con piccoli al seguito, sala giochi. Dall'hotel un pulmino messo a disposizione conduce in pochi minuti agli impianti di risalita.

Piz la Ila è la vetta più gettonata del comprensorio, sia perché punto di partenza della Gran Risa - la mitica (e impegnativa) pista dove Alberto Tomba conquistò nel 1986 il primo podio della sua fantastica carriera -, sia per gli accoglienti e mondani rifugi all'uscita della funivia, dove anche chi non scia può divertirsi grazie all'intrattenimento musicale e all'ampio spazio relax. Una signora, un po' impacciata, si avvicina a spazzaneve, chiedendo se c'è un percorso accessibile anche ai principianti: "C'è solo l'imbarazzo della scelta, signora. Può stare in giro anche tutto il giorno senza mai percorrere la stessa pista."

Il primo giorno giorno è d'allenamento, il secondo "andiamo di storia" L'itinerario della Grande Guerra è adatto a tutti i livelli: circa 70 Km, oltre 7 ore di sci ai piedi. Dopo aver girato attorno al Col di Lana, tra le superbe cime del Sassongher, del gruppo del Sella, del ghiacciaio della Marmolada, ci troviamo di fronte alle storiche postazioni, gallerie e feritoie costruite dai soldati italiani, austro-ungarici e tedeschi durante la Prima Guerra Mondiale. Uno scenario incredibile che lascia a bocca aperta e fa viaggiare la mente indietro nel tempo. La sera, la deliziosa cena preparata dallo chef dell'Hotel Cristallo, Ivo Rungger, fa da compendio alla magica atmosfera del pomeriggio. Un piatto per tutti, la cui sola pronuncia lascia di stucco: "Ravioli di farina di Carruba con salampatata e salsa di cavolo".

Il giorno successivo siamo pronti per la Sella Ronda, l'escursione forse più suggestiva: un percorso mediamente facile di circa 40 km in uno scenario di boschi, picchi rocciosi e distese innevate attraverso i quattro passi alpini di Campolongo, Pordoi, Sella e Passo Gardena. Lungo la strada ci fermiamo a mangiare presso il Rifugio Cherz. La cucina è tipica: canederli, carne di cervo, ma anche rifocillanti panini con speck o salsiccia. Riusciamo a tornare abbastanza presto per l'Aprés Ski al Posta Zirm - Corvara, Str. Col Alt, 95 -, dove gli sciatori, scarponi rigorosamente ai piedi, s'incontrano per un drink, un po' di musica e due salti goffi tra il pantano della neve e il rumore delle ingombranti calzature.

Una sera, al Posta, incontriamo una giovane copia locale. Tra un drink e l'altro, ci spiegano che l'Alta Badia non è semplicemente un comprensorio turistico, ma una valle che ha costruito la sua fama non rinunciando al rispetto per la montagna e al culto per le proprie tradizioni locali. A cominciare dalla lingua, che qui non è il tedesco o l'italiano, come erroneamente si crede, ma il ladino, idioma di millenaria storia. "E se amate la nostra cucina" esclama Franz alzando in alto il calice a mo' di brindisi " domani dovete venire con noi"

Il tour a cui ci conduce si chiama "Gourmet skitour Santa Croce": 8 rifugi e 8 specialità gastronomiche rigorosamente ladine, con abbinamento di un eccellente vino altoatesino. Dalla zuppa d'orzo servita all'accogliente baita Paraciora - paraciora.it/ -, poco distante dal Parco dei Cervi, su su ad assaggiare la deliziosa Kaiserschmarren -  omelette calda con zucchero a velo, uvetta e marmellata di mirtilli -  nel rifugio La Crusc - santa-croce.it -, costruito nel 1718 ai piedi del monte S. Croce. Vicino, una chiesetta del 1484, meta tutt'oggi di visitatori.

È tempo quasi d'andare, il giorno dopo si parte. Una cena romantica alla Stua de Michil, presso l'Hotel Perla - hotel-laperla.it -, in un magnifico ambiente dominato dal legno, e poi, a  ballare e divertirsi nella discoteca forse un po' troppo trendy dell'Hotel Sassongher - sassongher.it -. Con un po' di tristezza per la fine delle vacanze, ma con la certezza che quando si frequenta una volta l'Alta Badia, si desidera immediatamente tornare al più presto.

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