
Laquevre Patrick
Un viaggio da sognoLa premessa è doverosa: io questo viaggio lo sognavo da quando avevo 20 anni. Le vicessitudini della vita me lo avevano negato, ma le porte che si chiudono spesso si socchiudono.
E così parto a metà aprile per una crociera sul postale norvegese che da sud a nord mi porterà ben oltre il Circolo Polare Artico, scivolando fra i fiordi.
Al check-in di Malpensa in direzione Bergen pregusto tutto ciò che sto cercando, oggi come vent'anni fa: calma, silenzio, aria fredda sulla faccia, aria pulita e un sole capriccioso.
Nella valigia: il Kindle, un pile, una giacca tecnica pesante, l'iPod, gli occhiali da sole (davvero indispensabili!) e il costume da bagno (sulla nave c'è una Jacuzzi all'aperto, recita il sito, come non cedere allo sfizio?).

altafoto.no
L'avventura inizia a BergenIn poche ore di volo si arriva a Bergen, città anseatica ("Ma come non lo era Amburgo?" direte voi. "Certo! Ma i commercianti tedeschi sono arrivati anche qui!"), che nel quartiere di Bryggen tiene vivo ancora oggi il ricordo di quel passato di commercio nel mercato del pesce, ancora oggi principale fonte di lavoro in questa che è la seconda città del paese.
Passeggiare fra le 280 costruzioni in legno colorate (che sono diventate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1979) è una sensazione fantastica. Attenzione, però! Molti incendi nei secoli passati hanno distrutto buona parte delle case, adesso è decisamente vietato fumare.
Per chi ama le camminate in montagna una funicolare (Fløibanen) porta in cima al monte Fløyen da cui partono sentieri perfettamente segnalate per un pomeriggio nella natura. 
Maria Moltzau
Finalmente sull'HurtigrutenA Bergen si sale (finalmente!) sulla nave postale su cui si svolgerà la crociera: si tratta di un postale Hurtigruten, uno dei 12 che compongono la flotta: ogni giorno ognuna di queste lascia Bergen e in 12 giorni arriva a Kierkenes (al confine settentrionale con la Russia) e ritorna a Bergen, toccando 34 porti.
Il postale è un vero e proprio mezzo di trasporto, non solo per i turisti: in alcuni casi, infatti, in due giorni si coprono tratte che diversamente (in auto o in treno) necessiterebbero il doppio del tempo. Il passeggero può scendere nei porti principali dove la sosta è di qualche ora (è quello che spesso ho fatto io!). L'importante è arrivare in tempo: la nave non aspetta.

Per Eide
Hurtigruten: un giro per la naveLa nave è piuttosto spartana, anche se molto accogliente: niente lusso ostentato, niente abiti lunghi per cena, molta semplicità funzionale.
L'obiettivo è quello di non farti mancare nulla senza darti l'impressione che ti serva davvero qualcosa in più: tutto il tempo lo si passa attaccati con gli occhi alle vetrate panoramiche del ponte 7, oppure fuori seduti con la coperta sulle gambe, ascoltando musica, sferruzzando, leggendo, chiacchierando. Oppure nella Jacuzzi, che esiste davvero.

Pål Hermansen
Navigazione con il naso all'insùLa navigazione inizia: via! Il rumore dei motori dopo poco sparisce e si apre la notte artica.
All'inizio della primavera il sole tramonta (non siamo ancora nel pieno del Sole di Mezzanotte) ma resta lungo l'orizzonte una fetta di luce che non abbandona mai la direzione della nave.
Ho passato molte notti con il naso all'insù, alla ricerca delle stelle, riconoscendo le costellazioni (anche se posizionate in modo assolutamente sorprendente nella volta celeste), e di aurore boreali, che ahimè! non ho visto.
L'aria pulita e priva di inquinamento luminoso è un'altra ennesima sorpresa, che piano piano diventerà familiare, e che non mi stupirà più.

Andrea Giubelli - www.visitnorway.com
Ålesund: la città sulle isoleIn Norvegia le città si snodano su più isole: la nave attracca in mattinata a Ålesund, e si scende per qualche ora.
Dall'alto del belvedere si scopre una città ricca di fascino che si sviluppa su sette isolette collegate fra loro da uno dei più lunghi tunnel sottomarini al mondo.
Fra le vie del centro è possibile trovare tempo per un pranzo veloce e una birra: le polpette di pesce da passeggio sono buonissime e costano poche corone (e non capita spesso!).
Puoi provare a prenotare la "stanza in più" dell'Hotel Brosundet: la camera (chiamata "Molja fyr") si trova fuori dall'hotel, nel vecchio faro all’ingresso del porto della città.
Per noi passeggeri dell'Hurtigruten però tempo non c'è: la nave non aspetta, e bisogna ripartire. 
Stein J Bjørge
Trondheim: la città degli studentiA Trondheim si arriva il giorno dopo.
La città si snoda lungo il fiume Nidelva e ospita la Cattedrale di Nidaros, costruita all'inizio dello scorso millennio, che ha ospitato l'incoronazione dei re di Norvegia dal 1814.
La città è molto caratteristica e "giovane": circa il 20% della popolazione infatti è composto dagli studenti dell'università cittadina. Questo fa sì che le vie centrali siano piene di negozi, di locali e di caffè (ho bevuto un espresso che non mi ha fatto mancare quello dei bar di Milano).
Io ci sono stata in una giornata coperta e un po' fredda ma la passeggiata sul ponte Gamle Bybro con la vista sulle colorate case del nel quartiere Bakklandet sul fiume è una delle immagini più vivide che ho del mio viaggio.

Barbara Buck
Benvenuti al Circolo Polare ArticoEssendo in crociera, la navigazione è parte del viaggio: il paesaggio da sud a nord cambia in modo molto evidente.
Se a Bergen i fiordi sono più verdi e morbidi, andando verso nord le rocce diventano più bianche e dure. Il clima si irrigidisce e, senza mai soffrire davvero, l'aria inizia a essere pungente.
Di prima mattina di passa il Circolo Polare Artico (sull'Hurtigruten c'è un concorso per chi si avvicina di più all'orario di passaggio: in palio c'è un ricordo del viaggio che io ho mancato per soli 2 minuti e 50 secondi...).
Il capitano rilascia a tutti i passeggeri un certificato come ricordo e infligge loro il rito dell'iniziazione (che non vi racconto se no poi vi rovino la sorpresa).

Ernst Furuhatt
Bodø: si parte per il safari marinoA Bodø si scende dalla nave per partecipare a un safari marino.
In quattro e quattr'otto (l'organizzazione è perfetta!) ti vengono dati una tuta termica con giubbotto di salvataggio, un paio di guanti e un cappello con il pelo. Non proprio fashion come look...
Dopo pochi minuti sei su un gommone (e non hai capito bene come...) che ti porterà a vedere i nidi delle aquile marine, i veri abitanti della zona.
Quando il tuo pilota urla "Eagle!" puntando il dito verso il cielo, alza la testa, vedrai uno degli spettacoli più belli del mondo, esattamente lì, a portata di mano, sta volando un'aquila.
Il safari prevede un passaggio (molto vicino!!!) sul Saltstraumen, il fenomeno per cui le maree creano la corrente marina più forte al mondo.
Ricordati di coprirti bene, soprattutto i piedi e la testa: per quanto ben coperta, in gommone ti chiederai come mai non hai messo un'altra maglia di lana...

CH - www.visitnorway.com
Isole Lofoten: "acqua, acqua, acqua in ogni dove"E poi si torna a bordo e dal nulla, a un certo punto, appaiono le Isole Lofoten, al terra dei Vichinghi: i fiordi si trasformano in muri di roccia bianca fra cui la nave scivola veloce. Qui (se si vuole) si scende (lo voglio!).
Quello che stupisce è che, anche sulla terraferma, c'è acqua ovunque: è inutile negarlo, qui in Norvegia settentrionale il mare è davvero dappertutto.
Si insinua fra i fiordi e la strada su cui sto viaggiando è come se fosse un'altra nave: ovunque ci si giri i fiordi innevati si specchiano in laghi di acqua salata, insenature, baie. Indimenticabile.
Le case sono quelle che ti immagini: belle, semplici, tetti spioventi, finestre grandissime, candele sui davanzali (mi hanno spiegato che all'interno c'è sempre una sauna!).

altafoto.no
Trollfjord: un fiordo che si fa desiderareSi torna a bordo a Svolvaer, il postale è così: scendi, lasciando tutto a bordo, risali e tutto è dove era prima.
La natura è pronta a stupire ancora: la nave si ferma davanti al Trollfjord, un fiordo molto profondo (quasi 2 chilometri) e dall'apertura molto stretta (100 metri). Se le correnti e ìl meteo lo permettono l'Hurtigruten entra nel fiordo per compiere un'inversione di direzione con una manovra particolarmente difficile.
Il paesaggio è lunare e nell'attesa si sta tutti a prua: l'equipaggio offre una bevanda calda e si attende il verdetto del capitano.
A me è andata male: niente aurore boreali, niente Trollfjord (ok, mi dico, sarà la per la prossima volta, a questo punto... tocca tornare!).

Joachim Pfeff
Tromsø: una cattedrale in mezzo ai ghiacciLa crociera (per me) si chiude a Tromsø, dove con la valigia piena e pesante scendo, chiudendo dietro di me la porta della cabina 673 (dove ho dimenticato lo shampoo, un cavetto per il lettore mp3 e una maglietta).
Il mio volo lascia poco spazio per il turismo. In ogni caso è l'arrivo in porto è di per sè uno spettacolo: i motori rallentano e si può stare a prua a fare le ultime foto con alle spalle un panorama pazzesco in mezzo al quale si staglia la Cattedrale del Mare Artico, con un'architettura particolarissima di legno e vetro.
Ma per me non è ancora tempo di salutare la terra norvegese: il viaggio continua con un'ultima tappa a Oslo.

Nancy Bundt/www.visitnorway.com
Oslo: una capitale in pieno rinnovamentoArrivo nella capitale il giorno del concerto di Michael Bublé (...). Dopo una settimana di sole, mare, rocce e silenzio, sono ancora un po' stordita.
A Oslo, per nulla caotica, mi innamoro (letteralmente) di giorno del Parco di Vigeland (uno scultore che ha donato alla città la sue opere scultoree in cambio di un vitalizio) e di sera di Aker Brygge: il nuovo quartiere sul porto. Si tratta di un insieme di vie piene di architettura moderna (il progetto è di Renzo Piano), dove è possibile trovare sempre un bar aperto per una birra.
A Oslo ogni negozio di oggettistica ha un piano dedicato al Natale dove anche in pieno agosto si possono acquistare decorazioni per l'albero e per la casa. Impossibile rinunciare a portare a casa una stella, una renna e una ghirlanda da appendere alla finestra.

Andrea Giubelli/www.visitnorway.com
Curiosità e consigli utili- "Il mare unisce, la terra divide" è un detto molto comune in Norvegia, un paese che vive grazie al mare e riconosce - guardando oltre ai fiordi - che spesso la navigazione è la via più semplice per muoversi, conoscere, arricchirsi.
- In Norvegia si consuma un solo pasto caldo al giorno: di pomeriggio verso le 16,30/17.
- Nel Paese, ovviamente ricco di paesaggi ostili, la densità è di 14 abitanti per chilometro quadrato. In Italia secondo l'ultimo censimento ce ne sono 200.
- La corrente del Golfo permette alla Norvegia di affacciarsi su un mare che non ghiaccia mai: questo favorisce non solo il turismo, ma soprattutto la pesca.
- Più di un terzo del territorio norvegese si trova oltre il Circolo Polare Artico.
- La navigazione è meditativa: alcuni provano questa sensazione nel deserto. Non dimenticare un buon libro e un notes (analogico o digitale): tutte le idee e i pensieri che non sapevi di poter avere saranno lì, sperse fra un fiordo e un faro.
- Non dimenticare l'orologio: la luce solare in Norvegia tira brutti scherzi. In primavera il sole (non) tramonta dopo le 22.
- La pesca è la ricchezza della Norvegia: il merluzzo, il salmone, le aringhe sono ricchi di proprietà nutritive. Il buffet dell'Hurtigruten propone almeno tre ricette diverse ogni giorno.

altafoto.no
Come viaggiare in NorvegiaPer fare la mia stessa esperienza sull'Hurtigruten sfoglia le offerte di Giver Viaggi, che offre proposte di crociere e viaggi sul postale Hurtigruten, in tutta la Scandinavia, in Islanda, al Polo Sud e in Groenlandia.
La SAS collega Oslo e le principali città norvegesi a Milano e Roma.
Qui trovi tutte le offerte di alloggio di Airbnb in Norvegia (non sono moltissime, ma alcune proposte a Oslo sono particolarmente interessanti!).
In generale la vita in Norvegia costa un po' di più che in Italia, quindi se partite in autonomia valutate bene il budget a vostra disposizione!