Sì, gli aquiloniSi respira una dolce aria che scioglie le dure zolle, e visita le chiese di campagna, ch'erbose hanno le soglie: un'aria d'altro luogo e d'altro mese e d'altra vita: un'aria celestina che regga molte bianche ali sospese. Sì, gli aquiloni! (L’aquilone, Giovanni Pascoli)
Nel parco della fortezza, oltre ad avere una vista straordinaria della città e delle campagne circostanti, si svolge anche la più antica festa dell’aquilone, che quest’anno si terrà l’1 e 2 settembre. In questa occasione centinaia di bambini fanno volare aquiloni di varie tinte in cielo, una gioia di colori per occhi e spirito. (Foto Giulia Ubaldi)
L'universitàUrbino vanta anche una delle più prestigiose università d’Italia, soprattutto per quanto riguarda le materie scientifiche. Sono gli studenti fuori sede a dare vita alla città, in particolare durante la settimana, poi spesso il weekend si torna a casa. (Foto Giulia Ubaldi)
Osteria a Km ZeroDi fronte al Duomo, realizzato alla fine del ‘700 dall’architetto Valadier in stile neoclassico, si trova un'osteria in cui la regola vuole che si ordini il crescione con crudo, rucola e squacquerone, piadina tipica di queste parti che si differenzia da quella emiliana per essere cotta alla brace. Ristorante Urbino, v. Francesco Puccinotti 21, Urbino, tel. 0722 320369 (Foto Giulia Ubaldi) Good old '50One for the money, two for the show... Pensate di essere nati nell’epoca sbagliata? Vi piacerebbe accendere la radio, sentire che è appena uscito il nuovo pezzo di Elvis Presley, infilarvi i vostri tacchi rossi e vestitini a pois con il rock’n roll che vi scorre nelle vene? Grazie al Summer Jamboree, questo sogno glamour degli anni Cinquanta è possibile, non più solo attraverso quei film che non invecchiano mai. Ogni anno a inizio agosto Senigallia si trasforma nell’universo dell’Old America, con un programma di intrattenimenti e animazioni che spaziano dalle sfilate di pin-up ai concerti di band italiane e internazionali, dallo shopping vintage alle intensive lezioni di ballo per potervi scatenare al ritmo giusto del tempo. Per ulteriori informazioni... andateci! (Foto Giulia Ubaldi) La settimana medievaleC’era una volta un tipico borgo medievale chiamato Offagna, a pochi chilometri da Ancona, immerso nel tufo e nelle campagne marchigiane. Il silenzio che caratterizza questo paesino viene piacevolmente interrotto ogni luglio, quando i cartelli stradali vengono coperti, la luce elettrica viene soppiantata dalle torce e tutti i paesani rivestono i panni dei loro antenati in occasione della Festa Medievale che quest’anno si terrà dal 20 al 28 luglio. Menestrelli, artigiani, trampolieri, mangiafuoco, attori e tanti altri...saranno loro ad allietare le vostre serate. (Foto Giulia Ubaldi)
Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più...È questo il motto di deliziosi B&B a conduzione familiare come Locanda del Torrione (via Dei Bastioni, 12 - Offagna (AN) - tel. 071.7107004 - 338.1312834) o Agriturismo L’arcobaleno (via Torre 10, Offagna - tel. 0373 238112) dove riposarvi, dopo aver ballato a ritmo di tamburi tutta la notte. Sapere in anticipo che sarà una tappa della vostra passeggiata tra i borghi medievali delle Marche potrebbe esservi utile per prenotare con almeno una settimana di anticipo una delle migliori pizzerie dei dintorni “Sotto la rocca”. (Foto Giulia Ubaldi) Ancona. L'Arco di TraianoIl nome Ancona deriva dal greco ankòn che significa gomito per la forma della costa che ricorda quella di un braccio piegato. La città, costeggiata quasi per intero dal mare Adriatico, sorge ai pendii del Monte Conero. Ho voglia di scoprire la città, il suo profumo di malinconia e armonia che ha ispirato il regista Nanni Moretti per ambientare il suo film "La stanza del figlio". L'Arco di Traiano, si tratta di uno dei monumenti più preziosi che ci resta delle Marche romane. Fu eretto dal Senato e dal popolo di Roma nel 100-116 d.C. ad opera dell'architetto siriano Apollodoro di Damasco in marmo turco e in onore dell'imperatore che aveva fatto ampliare il porto della città. (Foto Giulia Ubaldi)
Odi? La pioggia cadeCade sul lungo viale alberato della Vittoria, che termina con la scalinata del Monumento ai Caduti durante la Prima Guerra Mondiale. (Foto Giulia Ubaldi)
Pineta del PassettoUno sguardo sul mare, fino ai pittoreschi scogli delle Due Sorelle, a cui neanche Laica rimane indifferente. Un bel panorama che scalda il cuore, ma non sazia l’appetito. Per l’aspetto gastronomico la vicinanza col mare offre i tipici moscioli, ovvero grandi cozze in dialetto marchigiano. (Foto Giulia Ubaldi)
Perchè andare lontano quando possiamo andare a Sirolo? 2/2Il centro storico di Sirolo è un meraviglioso incrocio di case colorate e vicoli chiusi affacciati sul mare. E poi... tutti a mangiare Da Sara, in corso Italia 9. (Foto Giulia Ubaldi) Perchè andare lontano quando possiamo andare a Sirolo? 1/2Ma anche a Numana, per gustarci un calice di Rosso Conero dal gusto intenso. (Foto Giulia Ubaldi)
Loreto, bosco di lauriFin da lontano si scorge la Città-Santuario, divenuta in poco tempo grande meta di pellegrinaggio. Ogni anno sono più di quattro milioni i visitatori della sua Basilica in Piazza delle Madonna, che conserva il Santuario della Santa Casa. (Foto Giulia Ubaldi)
Dove trovare l'Infinito"Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe..." Camminando per le vie di Recanati, la città della poesia, vi sembrerà un po’ di perdervi tra le parole del grande Leopardi, che ha reso la cittadina famosa in tutto il mondo. (Foto Giulia Ubaldi)
Al bioagriturismo più RocKoPerchè tra la vastissima scelta di agriturismi che offre la campagna marchigiana dovreste scegliere proprio Rio Chiaro? Ci sono almeno tre motivi: innanzitutto si tratta del primo agriturismo in Italia ad aver ricevuto la certificazione di “Conosci il tuo pasto”, il che significa totale garanzia sulla provenienza e sulla qualità dei prodotti che vengono serviti. Dal 1981 questa azienda a conduzione familiare coltiva biologicamente 18 ettari della meravigliosa terra circostante il comune di Treia (20 km circa da Macerata). In secondo luogo perchè Rocco, titolare e chef del posto, abbina piatti della tradizione marchigiana ad alcuni spunti derivanti dalla sua esperienza di cuoco in Africa. Le vostre serate saranno poi spesso accompagnate dalla musica del suo gruppo Rocko and the Rolls, soprattutto nel periodo estivo. (Foto Giulia Ubaldi) Le strade dei fioriLa bellezza delle Marche non si esaurisce certo nei suoi borghi. Lungo le strade, mentre vi spostate da una scoperta all’altra, il vostro viaggio sarà accompagnato da immensi campi di papaveri, specialmente durante stagione primaverile. Scenario che ha riportato la mia mente al film "Miral" che significa "fiore rosso che cresce agli angoli delle strade". (Foto Giulia Ubaldi)
Una quercia da primatoPer la precisione è il terzo albero del suo genere più grande in Italia. Ed eccolo! Si trova a Treia. "Da lui non puoi aspettarti nessun’altra verità, perchè l’albero non ha nessuna morale da proporti, nessun messaggio da consegnarti. Per questo l’albero ti incanta, ti stupisce o riappacifica, per questa inattesa e inimmaginabile evidenza della sua corteccia, dei suoi rami e delle sue foglie e perchè l’albero non ti chiede niente...” (Un uomo che dorme, Perec) (Foto Giulia Ubaldi)
Lo Sferisterio, il simbolo di Macerata“Ad ornamento della città, a diletto pubblico. La generosità di cento consorti edificò” sono le parole sulla facciata di questo luogo che adesso voi vedete così: vuoto, teli neri che coprono i sedili, apparentemente un posto dove vi sembra di poter fare anche a meno di andare. In realtà è una struttura unica, tra i teatri scoperti è quello con la migliore acustica in Italia, costruito nell’Ottocento da un gruppo di cittadini che si sono autotassati per realizzarlo. Ogni anno dal 1921 si svolge lo Sferisterio Opera Festival, che questo agosto proporrà Traviata, Bohème e Carmen. (Foto Giulia Ubaldi) La Festa dell’EuropaIniziamo con tapas e paella, proseguiamo con una breve sosta per assaporare vini e formaggi francesi. Poi è tempo di salsicce e birre rumene, cous cous dalla Turchia e per finire dolci greci. Non si tratta di semplice confusione gastronomica, ma dell’iniziativa organizzata ogni anno dall’Assessorato alle Politiche Europee e dall’Associazione Strade d’Europa, in cui 42 bar e ristoranti propongono aperitivi e piatti per scoprire sapori tipici dei diversi paesi europei. Come dire... luoghi d’incontro, eventi, iniziative a Macerata non finiscono mai. (Foto Giulia Ubaldi)
Dove dormire vicino a MacerataPer passare un paio di notti in zona, c'è una chicca aperta da poco: Il Sambuco, a Morrovalle, vicino a Macerata. E' un b&b accuratamente restaurato da artigiani locali. Tre le stanze: tre “pezzi unici” con tutti i comfort e bagni-gioiellino (rivestiti in maioliche antiche o artigianali). La colazione è a buffet dolce e salato, con brioche e pane appena sfornati, servita in veranda o in terrazza tra i profumi delle erbe aromatiche e delle rose. Sì, vedete bene nella foto: c'è anche la piscina, mentre si nota meno che sia pure vicino al mare. Per la sua apertura, c'è un pacchetto speciale a 370 euro per due persone che include: 2 notti in camera matrimoniale nella camera La Loggia, la più grande; 1 cena per 2 in una trattoria tipica della zona; l'omaggio di un libro sulle ricette tradizionali delle Marche.
Per info: tel. 0733 221212 - 331 3539410 - www.sambucomarche.it Ora et Labora...... Cruce et aratro. Queste le regole fondamentali di vita che hanno ispirato i Cistercensi dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, circondata da immense distese di verde, dove passare ore a leggere o anche semplicemente a rilassarsi. E se iniziate ad avere caldo, tuffatevi nel fiume che gli scorre dolcemente accanto. A soli 2 chilometri, per gli appassionati di archeologia, i resti di Urbs Salvia. (Foto Giulia Ubaldi)
San Ginesio, uno dei borghi più belli d’ItaliaÈ in questo paesino un po’ fuori dalla strada principale, neanche troppo indicato, che inizia il passaggio che racchiude la peculiarità ambientale della regione. Ci siamo allontanati dal mare, abbiamo seguito le colline, e ora, improvvisamente, ci ritroviamo di fronte a un nuovo scenario, il Parco dei Monti Sibillini. Prodotto tipico del posto è il polentone: potete scegliere se accompagnarlo a sugo di carne o, se preferite, gustarlo in bianco con aggiunta di pecorino. (Foto Giulia Ubaldi)
SarnanoEccoci giunti nel cuore dei Sibillini, a Sarnano, con lo sguardo rivolto ai 2.476 metri del Monte Vettore, il più alto di tutta la regione. Sul monte si trova il Lago di Pilato, l'unico di origine naturale delle Marche e famoso per un suo ospite d’eccezione, per la tutela del quale è vietato fare il bagno nel lago, campeggiare, bivaccare e compiere qualsiasi azione che lo possa disturbare. La star del caso, è un esserino acquatico di colore rosso, una sorta di gamberetto (o crostaceo branchiopode) che ha la peculiarità di vivere solo lì, in nessuna altra parte al mondo. Si tratta del chirocefalo del Marchesoni, scoperto una cinquantina d'anni fa da Vittorio Marchesoni (da cui prende il nome), direttore dell’Istituto di Botanica dell’Università di Camerino. (Foto Giulia Ubaldi)
Basilica di San Nicola a TolentinoChe siate amanti o indifferenti all’arte, a Tolentino potete trovare il più grande ciclo di affreschi delle Marche è una tappa fondamentale per poter apprezzare fino in fondo questa regione. Si tratta di opere di altissimo livello artistico, di scuola giottesco-riminese, dedicati al patrono della città San Nicola. E a pochi km da qui, sull’altopiano di Colfiorito, si svolge il Montelago Celtic Night Festival di due giorni all’insegna della cultura e della musica celtica che si terrà il 3 e il 4 agosto. (Foto Giulia Ubaldi)
Il Castello della RanciaDurante il tragitto che da Tolentino vi riporterà verso Macerata vi troverete sulla vostra destra il Castello della Rancia. Deve il suo nome ad un preesistente deposito di grano (denominato “grancia” dal latino granica e dal francese “grange”) utilizzato dai monaci cistercensi alla fine del XII secolo. Qui fu combattuta nel 1815 un’aspra battaglia tra le truppe napoletane di Gioacchino Murat e quelle austriache. (Foto Giulia Ubaldi)
Ascoli PicenoQuali migliori parole per descrivere la città-gioiello delle Marche se non quelle dello scrittore Guido Piovene?"Ascoli Piceno è una tra le più belle piccole città d'Italia, e non ne vedo altra che le assomigli. Bella come alcune città della Francia del Sud, Ascoli è città di torri. Si succedono molti stili, il romanico, il gotico, il rinascimentale, il barocco, con chiese dalle pareti di pietra, senza finestre; un travertino d'un grigio caldo, uniforme, senza intonaco, tutto ornato, lavorato, istoriato, e su ogni porta e finestra, vedi frutta, fogliami, cariatidi femminili, fiori, animali, stelle, o anche semplicemente proverbi e sentenze scolpite". E quale migliore città per concludere questa scoperta? (Foto Giulia Ubaldi)