In auto da Lisbona a Cascais senza un goccio di benzina

di Alessio  Lana 

Abbiamo provato la Renault Zoe in Portogallo, dai saliscendi della capitale fino all'impetuoso Atlantico

Alessio  Lana

Alessio  Lana

Leggi tutti

<<>0
1/

"Per il viaggiatore che arriva dal mare, Lisbona, anche da lontano, si erge come un'affascinante visione di sogno, contro l'azzurro vivo del cielo che il sole colora del suo oro". È quasi un cliché sentir risuonare le parole del poeta Fernando Pessoa su Lisbona quando si arriva nella capitale portoghese.

La sua guida turistico-letteraria Lisboa. Quello che il turista deve sapere, edita in Italia da Voland e Passigli, è l'accompagnamento migliore per godere appieno di questa città adagiata sul fiume Tago. Lì, dove la terra incontra le acque, noi arriviamo a bordo della Renault Zoe, l'ultima nata nella casa francese, una berlina compatta completamente elettrica che grazie all'assenza di rumore ci consente di sentire la potenza delle onde infrangersi sulla riva.

Nonostante l'auto sia ecologica, il tempo non sembra essere nostro amico: pioggia e vento si sono dati convegno ma non riescono a rovinarci la prova di un'automobile che dimostra come l'elettrico stia entrando in una fase adulta, in cui forme avveniristiche e gli esperimenti arditi vengono lasciati da parte per far posto a una vettura che, se non lo sai, puoi tranquillamente scambiare per un'auto a benzina.

Chissà cosa starà pensando il Cristo-Rey, la torre-santuario di 75 metri su cui svetta la statua di Cristo con le braccia aperte che guarda fisso il suo simile e ben più famoso Cristo Redentore, che si trova dall'altra parte dell'Atlantico, a Rio de Janeiro. Siamo arrivati qui dall'aeroporto grazie all'aiuto del Tom Tom Live, il navigatore satellitare inserito all'interno della plancia centrale, un monitor da 7 pollici che gestisce tutti gli elementi elettronici. Da qui si può controllare la musica, vedere video o immagini e poi basta connettere il telefonino in Bluetooth per ascoltare gli mp3 e telefonare senza toccare il cellulare.

E così ci troviamo a percorrere i due chilometri del Ponte 25 de Abril, una costruzione in acciaio di colore rosso che attraversa il fiume Tago. Anche lui può contare su un gemello ben più noto, il Golden Gate Bridge di San Francisco. Non a caso sono stati costruiti entrambi dalla stessa azienda, l'americana American Bridge Company.

Il traffico è intenso, sotto di noi le barche filano via quiete, ed è il momento giusto di inserire il tasto Eco, che limita la velocità massima a 90 chilometri orari e ci fa risparmiare le batterie. Sì perché con l'elettrica l'autonomia è tutto. Qui raggiungiamo i 150 chilometri con una sola carica, abbastanza per un uso quotidiano. Per ricaricarla invece occorrono 30 minuti con un caricatore industriale da 43 kilowatt e nove con uno casalingo da tre kilowatt.

Ne abbiamo conferma dopo la prima sosta nel ristorante Zambeze, una terrazza affacciata sulle sponde del Tago che domina la città, anzi "Le cupole, i monumenti, i vecchi castelli si stagliano sopra il turbinio di case, come araldi lontani di questo luogo delizioso, di questa regione fortunata". È ancora Pessoa che parla e la sua eco ci raggiunge insieme alle foto che scattiamo senza sosta. Come dicevamo basta mezz'ora per fare il pieno a Zoe e mettendo i bagagli a posto scopriamo un portabagagli ampio, in cui si possono riporre tre valige grandi e comunque tutti gli acquisti che potremmo fare in una pazza giornata di shopping.

Ben rifocillati di pomodori sottolio,prosciutto e pecorino locali riprendiamo il viaggio alla volta di Cascais costeggiando la costa. Il fiume cede il passo al mare mentre scorgiamo il Padrão dos Descobrimentos, una caravella in pietra bianca protesa sulle acque che celebra i grandi navigatori del passato.

Vasco de Gama, Ferdinando Magellano, Bartolomeo Diaz ci ricordano del glorioso Portogallo del passato e dei suoi intrepidi figli che si sono spinti fino alle pendici di quella Terra che ancora pochi conoscevano e su cui si dicevano autentiche castronerie. Proprio come nel caso della mobilità elettrica. Prima tra tutte l'assenza di rumore che non darebbe gusto nella guida. È vero, il rombo del motore è parte integrante di ogni esperienza automobilistica ma pochi sanno che l'elettrico la compensa con una potenza inaudita, ben 220 newton metri. Non c'è bisogno di cambiare dalla prima alla quinta per avere la coppia massima, con l'elettrico infatti è subito disponibile. E si sente. L'accelerazione 0-100 è di 8,1 secondi, come un'auto di grossa cilindrata, e al semaforo bruciamo in partenza diverse berline ben più potenti di noi. Dobbiamo ammetterlo, è una goduria.

Ma eccoci finalmente arrivati a Cascais, la cittadina che nell'800 ospitava la creme d'Europa. Ancora oggi è un pittoresco villaggio di pescatori e lo vediamo dai cartelli del parcheggio a loro riservati. La scritta Pescadores, infatti, è piuttosto eloquente. Le barchette punteggiano il mare sotto lo sguardo attento del Museu Conde de Castro Guimarães, fiabesco palazzo ottocentesco in stile revivalista, che miscela diversi elementi dal passato e li fonde con sapienza.

Le onde attaccano con forza il porticciolo eppure l'atmosfera è quieta. Per fare una foto ricordo parcheggiamo ricorrendo all'assistente elettronico. Basta inserire la retromarcia e il monitor centrale ci mostra le immagini riprese dalla telecamera posteriore condite da una serie di linee. Impostata l'ampiezza del raggio delle ruote basta accelerare e il gioco è fatto, senza girarsi una sola volta. Più facile di così.

A sinistra le mura settecentesche della cittadella ci ricordano di quando l'edificio più famoso di Cascais era interdetto al pubblico, ovvero fino all'aprile del 2012, anno in cui i militari sono stati trasferiti per far spazio alla Pousada de Cascais, l'hotel che ci ospiterà questa notte. Passato un grande portale decorativo parcheggiamo l'auto nella piazza d'armi, il centro pulsante di questo lussuoso albergo.

Peccato che non ci sia tempo per fare un bagno nella piscina al coperto affacciata sul mare o per rilassarsi nella profumatissima spa. La camera chiama e guardando i soffitti a botte di 6 metri ci stendiamo sul letto per controllare la vettura. Senza muoversi, ovviamente, perché Zoe può essere monitorata in remoto tramite smartphone e PC. Con My Z.E. Connect, si possono per conoscere il livello di carica delle batterie, la stima dell'autonomia residua in base agli ultimi parametri di guida e, se il veicolo è collegato alla presa, la situazione di ricarica e il tempo residuo. Con My Z.E. Inter@ctive invece si può avviare o programmare il pre-condizionamento termico dell'abitacolo, accendere la ricarica a distanza, programmarla su base settimanale e ottimizzarla in funzione del costo dell'elettricità e del suo contenuto di CO2.

Eccoci quindi al secondo giorno. È tempo di partire per Lisbona ma prima di arrivare all'aeroporto abbiamo tempo per una sosta all'LX Factory, area industriale di 23 mila metri quadrati trasformata in uno spazio per creativi. I murales fanno da sfondo a tante piccole gallerie d'arte, negozi di design, ristoranti e bar ma soprattutto alla libreria "Ler Devagar", presente in tutte le classifiche delle più belle del mondo. Qui migliaia di volumi occhieggiano dalle pareti con le loro copertine colorate, vecchie macchine da stampa creano la giusta atmosfera mentre in alto pende la scultura di una ragazza in bicicletta, simbolo del negozio e metafora del nome della libreria che in italiano suona come leggere lentamente.

Parlando di velocità è bene notare che la Zoe ha la velocità massima limitata a 135 chilometri orari, un'accorgimento utile per limitare il consumo della batteria, ma ha anche due assistenti alla guida che ci aiuteranno a prendere meno multe, il regolatore e il limitatore di velocità. In città, per esempio, si può limitarla a 50 chilometri orari per dimenticarsi dell'acceleratore: Zoe non andrà oltre, non importa quanto lo si prema.

È tempo di tornare a casa ma prima diamo uno sguardo al monitor centrale che ci dà come voto 73 punti su cento. Non sta dando i numeri ma ci indica quanto la nostra guida è stata ecologica. Il sistema infatti misura se dosiamo accelerazione e frenata, se siamo graduali o repentini e poi ci consiglia come guidare meglio per dare una mano all'ecologia e risparmiare le batterie. Bé, ce la siamo cavata.

Foto di: Alessio Lana

ALTRI VIAGGI IN AUTO:

>> Valencia vintage

>> Twizy sulle Dolomiti

DA STYLE.IT

  • News

    Family every Day, il web risponde al Family Day

    Family every Day, il web risponde al Family Day

  • News

    Bansky, nuova opera dedicata ai "miserabili" di Calais

    Bansky, nuova opera dedicata ai "miserabili" di Calais

  • News

    Asterix e Obelix contro il terrorismo #JeSuisParis

    Asterix e Obelix contro il terrorismo #JeSuisParis

  • News

    Parigi, è il giorno dell'omaggio alle vittime

    Parigi, è il giorno dell'omaggio alle vittime


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it