Amburgo, viaggio nella città sull'acqua

di Alice Rosati 

Come ogni anno, Amburgo ha celebrato l'anniversario del porto con parate di navi, spettacoli pirotecnici e feste in ogni dove. Ecco cosa vedere nella città dove un gruppo di ventennni (allo sbando) diventò i Beatles

Alice Rosati

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Amburgo è la seconda città più grande della Germania dopo Berlino, ma per la sua posizione quasi al confine con la Danimarca, si sente culturalmente molto più affine ai paesi scandinavi. Situata sulle sponde del fiume Elba, attraversata da numerosi canali e divisa da due laghi artificiali, conserva un porto centenario oggi punto di attracco di molte navi container provenienti soprattutto dall'Asia.

Il porto rappresenta a tal punto l'orgoglio e la storia di Amburgo, che ogni anno ne viene festeggiato in grande stile l'anniversario. E così è stato per il suo 824esimo compleanno dal 9 al 12 maggio, con un picco di oltre un 1,5 milioni di visitatori, regate di navi, spettacoli pirotecnici e fiumi di birra in ogni angolo della città, per ricordare lo storico documento con cui nel 1189 Federico Barbarossa sancì la libertà di approdo sul fiume Elba per le navi provenienti dal Mare del Nord.

Partner d'onore di quest'anno è stata la Liguria, che ha rappresentato l'Italia con le sue specialità enogastronomiche, ritagliandosi uno spazio di assoluta eccellenza. La Regione e in particolare le Cinque Terre, sono state, negli stessi giorni, ospiti speciali di un altro importante evento. Al Miniatur Wunderland, il museo della ferrovia in miniatura più grande del mondo, è stata infatti inaugurata la prima parte della sezione che riproduce fedelmente ogni dettaglio del nostro paese. Il progetto sarà terminato entro il 2015 e la ferrovia correrà dalle Cinque Terre fino a Venezia, per poi arrivare a Roma, Amalfi e Pompei. Il museo, nato dall'idea di due fratelli gemelli ex proprietari di discoteche e aperto nel 2000, ha richiesto oltre 500mila ore di lavoro certosino, per permettere a visitatori di ogni età di compiere un viaggio ideale tra gli Stati Uniti, la Svizzera, la Germania e la Scandinavia. Nel 2011 ha fatto il suo ingresso nel plastico delle meraviglie l'aeroporto di Knuffigen, città di fantasia, con tanto di velivoli motorizzati che decollano e atterrano.

Amburgo è una città a cui piace mettersi in gioco e guardare al futuro con innovazione anche nella vita reale. E il futuro di Amburgo si chiama Hafencity, il progetto di sviluppo urbano più grande d'Europa. Entro il 2025, infatti, il centro della città verrà allargato con uffici, appartamenti, scuole, negozi e aree comuni in quello che una volta era il vecchio porto, poi abbandonato con l'arrivo delle mastodontiche navi container che hanno richiesto una zona di sbarco molto più grande. Il progetto, a cui partecipano architetti provenienti da tutto il mondo e che vede già tre quartieri su 10 ultimati, ha l'obiettivo di riportare in città oltre 3 milioni di abitanti, con un occhio particolare all'ecosostenibilità e alla completa fruibilità delle banchine del porto fluviale. Un progetto ambizioso che fa tesoro delle aree in disuso lungo il corso dell'acqua per una loro riqualificazione, con la trasformazione funzionale degli ex edifici industriali.

Amburgo è decisamente una metropoli in crescita, che vuole competere con capitali creative come Barcellona, Sydney e San Francisco e lo fa con un'altra costruzione destinata a diventare l'icona della città: la Elbphilharmonie, situata nella parte ovest di Hafencity e progettata dagli architetti svizzeri Herzog & Meuron. La struttura, che sorge su un vecchio magazzino in mattoni, è realizzata completamente in vetro ed è destinata ad accogliere una sala da concerti, un hotel e numerosi appartamenti.

In mezzo a tutta questa modernità, è impossibile, però, non fare riferimento al quartiere storico di Amburgo: St. Pauli e la sua Reeperbahn, ovvero il fantomatico quartiere a luci rosse della città. Una volta vera e propria strada del sesso per marinai in trasferta, oggi fulcro della città, dove convivono sexy shop, discoteche, teatri e cinema. Accomunati da un'unica parola: divertimento. Ed è proprio tra la Reeperbahn e la Große Freiheit, che tra il 1960 e il 1962 i Beatles si formarono come band. Erano Pete Best alla batteria (sostituito poi da Ringo Starr), Stuart SutCliffe, fidanzato dell'artista Astrid Kirchherd - che inventò il look della band -  morì per emorragia cerebrale nel 1962 ma lasciò il gruppo nel 1961 per dedicarsi alla pittura, John Lennon, Paul MacCartney e George Harrison. Suonavano 8 ore ore per notte, sette sere alla settimana, nel locale Indra, avevano vent'anni e si esibivano in canzoni rock 'n'roll. Vivevano in un cinema, dormivano esattamente dietro allo schermo, senza doccia e riscaldamento. Dopo essere stati cacciati dalla polizia perché Harrison era ancora minorenne, tornarono ad Amburgo nel 1962, e fu Allo Star-Club, al numero 39 di Große Freiheit, che cantarono l'ultima volta prima di diventare "quei" Beatles che conosciamo oggi.

Info: Hamburg Marketing GmbH

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