Teggiano, il volto più autentico del Cilento. E il Medioevo è servito

di Antonella Andriuolo 

Alla Tavola della Principessa Costanza, ovvero la revocazione medievale in quel di Salento. Non solo tempi bui, ma celebrazioni festose per una «tre giorni» di dame, archibugieri e falchi

Antonella Andriuolo

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Sono vibranti scintille di fuoco le lanterne che oscillano sospese tra i vicoli dell'antico borgo di Teggiano, in provincia di Salerno. Itinerari di gusto e storia  Alla Tavola della Principessa Costanza, la manifestazione medievale che rievoca le nozze del 1480 tra Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, e Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, grande Duca di Urbino.

Ogni anno, infatti, dall'11 al 13 agosto, la città si anima di musici, giocolieri, sbandieratori e menestrelli, pronti a far vivere al visitatore un appuntamento irrinunciabile della stagione estiva del Vallo di Diano. Una tripletta di date, ormai la stessa da molti anni, che sembra aver portato fortuna a questa particolare manifestazione. Nel corso della tre giorni, che culmina nella magnifica coreografia dell'Assalto al Castello (un vero e proprio spettacolo di mezzanotte con figuranti, acrobati e giochi pirotecnici) vale la pena soffermarsi negli stand che servono specialità locali come i parmatieddi e la torta del Duca. Ma, anche in quest'ultima coda d'estate, resta il sapore di caldi tramonti che nella "golden hour" invadono e accendono l'ampia vallata.

Nella cittadina, in posizione dominante sull'altura che si estende a partire dall'area meridionale della regione Campania fino al confine con la Basilicata, il tempo sembra essersi fermato. Una sagra, questa, all'insegna delle tradizioni culinarie, in un'area che, già dal 1998, è stata inserita dall'Unesco nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità. Piccole botteghe artigiane, vestiti medioevali e gli archibugi dei Trombonieri Senatore ci conducono davvero in un viaggio a ritroso.

Alla Tavola della Principessa Costanza è anche una buona occasione per scoprire le caratteristiche che hanno fatto meritare a Teggiano il nome di "città museo", come l'elevata presenza di chiese e conventi. Inoltre, per gli amanti della botanica è possibile visitare il Museo delle Erbe: inaugurato nel 1999 è diviso in varie sezioni dedicate all'approfondimento e allo studio. Dalle medicine naturali all'etnobotanica, dai focus didattici per le scolaresche, all'azione di monitoraggio sulle emergenze floristiche nel parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Un telaio, attrezzi per falciare, mietere e trebbiare sono invece gli strumenti che si possono osservare al Museo degli Usi e delle Tradizioni, vive testimonianze di un passato che a Teggiano è, ancora oggi, sempre presente.

Per saperne di più: www.prolocoteggiano.it

DA STYLE.IT

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