In viaggio per combattere il declino

27 giugno 2011 
<p>In viaggio per combattere il declino</p>

 

Come uno si avvicina (e supera) i 40, le manifestazioni di resistenza al declino iniziano a rivelarsi nella loro interezza, come testimoniano: il football americano giocato con vivace spirito di competizione insieme ai ventenni avendone 37 (dito rotto); l'ostinazione a 38 nel fingere che l'infortunio dell'anno precedente fosse un puro caso (pollice rotto); l'altrettanto fervente ostinazione, a 39, nel credere che gli infortuni dei due anni precedenti fossero due puri casi (polso rotto); l'illusione, da quarantenne, di essere sufficientemente preparato ad affrontare una settimana di bicicletta con temperature oltre i 40 gradi (calcoli renali); il rifiuto di credere, in qualità di 42enne appassionato di spuntini notturni, che il mio metabolismo avesse rallentato (8 chili in un anno).

E così pure lo scorso dicembre, papà di un bebé di 3 mesi, quando - convinto che il mio stile di vita da genitore potesse includere tutta (o almeno una parte) della spontaneità e dell'avventura di cui avevo goduto fin lì, e mentre mia moglie era fuori a fare la spesa col bambino - ho comprato i biglietti aerei (non rimborsabili) per un mese di viaggio estivo attraverso l'Europa. Per tutti e tre.

Per gli americani, molti dei quali non si avventurano neanche fuori dal loro stato federale, il solo pensiero di un viaggio internazionale - con un neonato, perdipiù - è autentica follia. Ma io e Jana (mia moglie) condividiamo la passione per i viaggi: lei ha insegnato in Africa occidentale per parecchi anni, e io per 15 ho fatto per la guida turistica in Europa. La speranza è che questo viaggio, per nostro figlio Max, sia le base su cui costruire una vita di grandi avventure itineranti.

E sì: Jana ha fatto trekking nel deserto del Sahara, e io ho attraversato in bici gli Stati Uniti in solitaria, ma sono quasi certo che nessuna di queste esperienze ci abbia preparato alla sfida di gestire un volo transoceanico con un bimbo di 9 mesi e il suo intestino iperattivo.

Non vedo l'ora di condividere le nostre avventure con voi.


As one nears (and passes) 40, the manifestations of denial begin to play out. Witness my playing competitive (American) football with 20somethings as a 37-year old (broken finger); my insistence as a 38-year old that the previous year's injury was a fluke (broken thumb); my strenuous insistence as a 39-year old that the previous two years' injuries were flukes (broken wrist); my belief as a 40-year old that I was sufficiently prepared to handle a week of cycling in 105-degree temperatures (kidney stones); and my refusal to believe, as a 42-year old fan of late-night snacking, that my metabolism had slowed (18-pound weight gain in a year).  

And so it was last December as a new dad with a 3-month old son, maintaining that my lifestyle as a parent could include all (or at least some) of the spontaneity and adventure that I enjoyed in my twenties and thirties, while my wife was out grocery shopping with our baby, I bought airline tickets - nonrefundable - for my wife, my baby, and me to travel through Europe this summer. For a month.

For Americans, many of whom never venture out of their home states, the mere thought of an international trip - much less one with an infant - is crazy. But my wife (Jana) and I share a passion for travel. She worked as a teacher in West Africa for several years, and I worked as a tour guide in Europe for 15 years. It is our hope that our trip instills in our son, Max, the foundation for a lifetime of great travel adventures.

And while Jana has trekked through the Sahara desert and I've cycled solo across the United States, I'm pretty sure neither experience has prepared us for the challenge of dealing with a trans-Atlantic flight with a 9-month old baby and his overactive bowel.

I look forward to sharing our adventures with you.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
luca 66 mesi fa

Ci vuole combattivita', energia, apertura mentale, consistenza e tanta voglia di battersi: no, non sto parlando dello sport,.. dico... per viaggiare con un bimbo... c'e' bisogno di tutto questo e di piu'! Ci vuole ORGANIZZAZIONE!! Bella famiglia attiva, bello leggervi

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).