La dolce vita

11 luglio 2011 
<p>La dolce vita</p>
PHOTO JERRY SOVERINSKY -

Nell'attesa che Max iniziasse a gattonare, io e Jana avevamo speso tutte le nostre energie per trasformare il pavimento di legno del nostro appartamento di Chicago in uno spazio morbido a prova di bambino (rivestimenti imbottiti, tappeti felpati, persino spessi scaldamuscoli per proteggere le ginocchia di Max ), cercando di rendere il suo passaggio da una vita sedentaria ad una più dinamica il più confortevole possibile.

Ovviamente, Max ha iniziato a gattonare ieri, sulle mattonelle di terracotta dure come granito della nostra casa delle vacanze in Toscana, mostrandosi inconsapevole della scomodità, ma conscio della sua maestria nell'autopropulsione.   

The Terracotta Connection
Non era possible evitare i pavimenti duri, visto che siamo in una cascina di campagna di proprietà della famiglia Manetti, che da secoli produce piastrelle di terracotta di qualità eccezionale (incluse le tegole utilizzate per la Cupola del Duomo di Firenze).

I Manetti da quarant'anni possiedono anche l'azienda vinicola Fontodi (una distesa di vigneti, appena a sud di Panzano, che produce vini premiatissimi e olio d'oliva) e hanno anche ristrutturato diverse proprietà indipendenti da affittare. Una di queste tenute è divenuta la nostra base per le prossime settimane.

Appartamento vs. vita d'albergo
Abbiamo preferito andare in affitto invece che in albergo perché l'appartamento ci permette di avere più spazio e più flessibilità nello svolgimento della vita quotidiana. La proprietà include una piscina, in condivisione con le altre tenute, e un giardino molto grande per Max (il quale, nonostante abbia appena trovato una nuova mobilità, è comunque limitato in un raggio di pochi centimetri). La posizione è spettacolare: colline ondulate ricoperte da vigneti tutt'intorno, e le case color arancione di Panzano abbarbicate all'orizzonte.

Altre prime volte
All'inizio della settimana abbiamo messo a Max il suo primo costume da bagno. All'inizio cercava di tirarsi indietro (in lacrime) e non voleva muoversi di un passo; poi siamo riusciti a portarlo in acqua, con grande piacere sia suo che nostro. Abbiamo passato la maggior parte dei pomeriggi a rilassarci in piscina e a contemplare i vigneti del Chianti, in tutto e per tutto l'esperienza intima e familiare che ci eravamo immaginati mentre organizzavamo il viaggio.

Ieri, dopo una giornata trascorsa al sole, abbiamo deciso di cucinare a casa e di fare la spesa alla Coop in paese, quindi, dove abbiamo anche fatto scorte per la colazione e i pranzi dei giorni successivi.

È stata davvero una cena tipica italiana. Io e Jana abbiamo mangiucchiato una ciabatta fresca con l'olio extra vergine d'oliva di Fontodi insieme a un fantastico pecorino; Max si è sbafato 225 grammi di latte in polvere insieme a una purea di spinaci, mango e pera. Ci siamo trascinati a letto tutti e tre sazi e felici, anche se noi grandi eravamo un po' preoccupati per come Max avrebbe passato la notte.

Fare abituare Max al fuso orario (7 ore in più rispetto a Chicago) è stata una sfida. Tutte le notti, fino a oggi, si è svegliato diverse volte, piangendo. Abbiamo provato a programmare pappa e pisolini in modo regolare, e stasera - come ogni sera - incrociamo le dita sperando che sia la notte buona.

Finisco questo pezzo alle 8:15 di mattina. Max ha passato la notte senza interruzioni. Per la prima volta da quando siamo qui. Davvero un bel modo per iniziare la giornata.

È l'ora del cappuccino.

 

La Dolce Vita:
Settling in to our Italian lifestyle, Max experiences a day of firsts

In anticipation of Max beginning to crawl, at our apartment in Chicago, Jana and I spent a considerable amount of effort converting our wood floor apartment into pockets of cushioned wriggle space (padded floor coverings, plush rugs, even thick leg warmers for Max to protect his knees), ensuring that his transition from sedentary to mobile would be a comfortable one.

And so it's only fitting that Max took his very first crawl steps yesterday on granite-hard terra cotta tiles at our Tuscan vacation home, oblivious to any discomfort and instead reveling in his mastery of self propulsion.   

The Terra Cotta Connection
Hard floors couldn't be avoided, as we're staying at a countryside farmhouse owned by the Manetti family, who for centuries have produced exceptional quality terra cotta tiles, including the roof tiles covering the 15th century Cathedral of Florence).

For the past forty years, the Manetti family has assumed ownership of the Fontodi wine estate, a sprawling network of vineyards just south of Panzano in Chianti that produces award-winning wines and olive oils. They developed several self-catering rental properties, too, one of which has become our base for the next few weeks.

Apartment vs. Hotel Living
We chose a rental property as opposed to a traditional hotel because it affords much greater space as well as lifestyle flexibility. The property includes a swimming pool that's shared by the other rental properties and tons of yard space for Max to play (which despite his newfound mobility, is still limited to just a 4-foot radius). The setting is spectacular, with rolling hills blanketed by vineyards in every direction, and the orange-hued buildings of Panzano grouped majestically in the distance.

More Firsts
Earlier in the week, we dressed Max in his first swimsuit, and while he balked (cried) at moving beyond his toes, by week's end, we were able to hold him and walk with him in the water, a great treat for both him and us. We spend the majority of our afternoons relaxing poolside and looking out at the Chianti vineyards, every bit the intimate, family experience we had envisioned when planning our trip.

After a long day in the sun yesterday, we decided to cook dinner at home, buying food at the Coop supermarket in town, where we also stocked up with breakfast and lunch supplies for the next several days.

It was a true Italian dinner night at home for us, with Jana and I snacking on fresh ciabatta bread dipped in Fontodi's extra virgin olive oil and topped with grated pecorino cheese, while Max polished off an 8-ounce bottle of formula along with a spinach-mango-pear mixture. We all drifted all to sleep full and happy, though Jana and I were slightly anxious to see how Max would fare overnight.

Max's acclimation to the time difference here (7 hours ahead of Chicago) has been challenging, and he's woken up several times each night crying. We've tried to get him on a regular feeding and nap schedule, and each night, we cross our fingers and hope tonight will be the night.

And as I finish this piece, it's 8:15 a.m. in the morning and Max has made it through the night without interruption, a first since we arrived. Truly a great way to start any day.

Time for a cappuccino.

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