Il bar di famiglia

11 agosto 2011 
<p>Il bar di famiglia</p>
PHOTO JERRY SOVERINSKY -

Abbiamo trovato il nostro spazio. È proprio nel centro del paese, sulla curva della strada. Un caffè/gelateria/pasticceria/bar che ci ha accolto proprio come gente del posto, sicuro indizio che ormai ci stiamo ambientando alla vita rurale italiana, cosa ancora più formidabile se si pensa che viviamo a Chicago da 21 anni, e lì un tale livello di intimità è davvero molto raro (non lo trovi certo in uno qualunque dei quattro Starbucks a mezzo kilometro da casa mia, per dire).

Quasi tutto il merito di questa informalità così velocemente guadagnata va sicuramente a Max.  Dopo 15 anni di lavoro come tour operator sull'Europa, so che spesso ci vogliono settimane - se non addirittura anni - per guadagnarsi la familiarità con le persone del posto. Questa barriera invece si sgretola con Max, che sembra in grado di aprire porte (letteralmente e non) ovunque siamo.

Tutte le mattine andiamo a La Curva, a volte torniamo nel pomeriggio per gustare il loro gelato artigianale. Il bar apre esageratamente presto: alle 5:15 ogni mattina, particolare rilevante se si considera che in paese vivono poco più di 1000 persone. Ma badate bene, non è una cortesia turistica. La Curva è un bar per la gente della zona, e apre così presto la mattina per servire le persone che lavorano a Firenze.

Gianluca è l'orgoglioso (com)proprietario del bar. Ogni volta che entriamo, lo troviamo sempre lì, dietro al bancone. Gestisce La Curva da 8 anni, ma mi ha raccontato che a Panzano questo bar è un'istituzione da più di un secolo.

Anche se ci sono altri due bar a Panzano che servono caffè, La Curva è l'autentica caffetteria. Gianluca si è sottoposto a un'intensa formazione presso il quartier generale della Illy a Trieste per studiare e perfezionare la preparazione dell'espresso, e per tre anni ha seguito corsi di gestione per bar e baristi, e ha ottenuto il diploma di Artista e Manager del Caffè che ha appeso con orgoglio sul muro dietro la sua enorme macchina del caffè.

Questa dedizione è tipica della cultura italiana: l'impegno totale verso la propria passione è una cosa sorprendente (dico davvero: quanti bar negli Stati Uniti, che siano indipendenti o parte di una catena, mettono una tale enfasi nello studio dell'arte della preparazione del caffè?).

Bil Bil fa il turno di mattina con Gianluca, e ha preso subito in gran simpatia Max. Anche lui ha un figlio di 8 mesi, e questo è diventato il nostro argomento di conversazione. Entrambi sosteniamo che il successo per la buona riuscita del primo anno da genitori dipende da frequenti dosi di caffeina.

Dopo il mio caffè mattutino, io e Max di solito ci mettiamo a un tavolo in fondo al bar per permettere ai clienti di entrare e uscire liberamente senza l'ostacolo del passeggino (tra l'altro, a Max piace dare un'occhiata ai video musicali italiani che si vedono dalla tv a schermo piatto).

Ma inevitabilmente la scia di clienti devia su Max. Le persone gli solleticano i piedi, gli accarezzano le guance sorridenti dicendo «Ciao, Max!» mentre lui mangiucchia la copertina e risponde al sorriso entusiasta.

Ogni mattina non vedo l'ora di rivivere ancora questa esperienza: una cordialità che sbaraglia le barriere culturali e ci ha fatto davvero sentire a casa, benvenuti.

E tutto grazie a Max.

 

 

A Coffee Bar Embraces Max (and Us)Like Locals


We found our spot. It's smack in the center of town, just as you're rounding the bend in Panzano, a café/gelateria/pasticceria/bar that has embraced us as regulars, our surest sign yet that we're settling into our rural, Italian lifestyle. Which is all the more remarkable, for having lived in Chicago for 21 years, that same level of intimacy is rare indeed (no chance of finding it at any of the four Starbucks located within half-a-kilometer of my apartment).

I credit much of the accelerated informality to Max. As a former tour operator in Europe for 15 years, it often took weeks or even years to gain a familiarity with locals. But that barrier is erased with Max, who seems to opens doors - literally and figuratively - wherever we go.


We visit La Curva every morning, sometimes returning in the afternoon for their homemade gelato. It opens ridiculously early - 5:15 a.m. - especially notable for this town of just over 1,000 people. And make no mistake, this is not a tourism concession - La Curva is truly a spot for locals, and the bar opens at the early hour to serve residents who then travel to Florence for work.


Gianluca is the proud co-owner, and he is front-and-center behind the bar whenever we've visited. He's owned La Curva for eight years, though the bar itself has been a fixture in Panzano for over a century, he tells me.


While there are two other bars in Panzano serving coffee, La Curva is the true coffee bar, with Gianluca having undergone intensive training at Illy headquarters in Trieste to learn and perfect espresso preparation. For three years, he took specialized barista and coffeebar management courses, eventually earning the diploma Artista e Manager del Caffe that hangs proudly on the wall behind his massive, commercial espresso machine.


It's a dedication that's representative of the Italian culture here, a total commitment to one's passion, that's so impressive (I mean, really: How many U.S. coffeehouses, independent or chain, place such an emphasis on learning the art of coffee preparation?).


Bil Bil works the morning shift with Gianluca and he has taken an immediate liking to Max, as he has a 8-month old baby at home. It has become our common conversational link, and we both acknowledge that successfully navigating the first year of fatherhood depends on frequent doses of caffeine.


After ordering my coffee in the morning, Max and I usually settle at a back table in the tidy bar, allowing customers to enter and exit freely without hindrance of a stroller (besides, Max likes catching glimpses of the Italian music videos that play from the flat-screen television). Inevitably, the customer flow detours over to Max, with locals lightly rubbing his feet or stroking his cheek, smiling and saying, "Ciao, Max!" while he chews his blanket and smiles warmly in return.


The experience is one I look forward to each morning, it's a friendliness that cuts across cultural barriers and has made us feel truly welcome. And we owe it all to Max.

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RISULTATI
scot 64 mesi fa

ti devo omaggiare col mio vino www.viamari10.it così anche i tuoi clienti possono assaporarlo in amicizia

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