Una vera favola toscana

23 agosto 2011 
<p>Una vera favola toscana</p>
PHOTO HILLARY DANIELS -

La prima cosa che si nota scendendo dall'ultima collinetta che porta alla piazza del paese è il centro storico abbarbicato sulla cime di una collina. Grazie alla chiesa costruita 1000 anni fa, e al castello che si mescola armoniosamente nel paesaggio toscano, sembra di entrare in un quadro: un murale dipinto magistralmente, le cui strade di pietra e case antiche preludono a una civiltà perduta nel tempo.

Avvicinandosi alla piazza, ci si accorge del vecchio barbiere che legge il giornale, la schiena premuta contro l'arco di pietra che orna l'ingresso del suo negozio, e la musica lirica che ne scivola fuori. Una donna con una pagnotta si ferma a chiacchierare con un uomo che beve vino fuori da un'enoteca. Un papà e il suo bambino sono inginocchiati vicino a una fontana e guardano i pesci.

Questo è davvero uno stile di vita più semplice, quel passo ponderato che ho cercato e ricercato per Jana e Max, l'ambientazione da favola per la nostra tanto desiderata vacanza di famiglia lontano da Chicago.

Dopo tre settimane, quel sentimento iniziale è cresciuto ancora più forte. La nostra permanenza in Toscana si avvicina alla fine e ci prepariamo a lasciare Panzano grati per il tempo trascorso qui, ma desiderosi di ritornare.

Panzano è davvero un luogo perso nel tempo con uno stile di vita molto semplice, ma la sua gente è tutt'altro che provinciale. I servizi e le strutture sono moderne, sofisticate e sfruttano appieno le capacità e le passioni dei residenti ricchi di talenti.

Dario Cecchini è il macellaio più rinomato del mondo, un artista gastronomico. I suoi apprendisti provengono da tutte le parti del pianeta (Kazakistan, Giappone, Canada, Stati Uniti, per dirne alcuni). Ieri Io e Jana abbiamo passato la mattina nel suo negozio. Abbiamo parlato con lui del lavoro che lo appassiona ormai da una vita e ci siamo meravigliati per la sua maestria nel tagliuzzare carne di maiale e di manzo senza sforzo alcuno.

«Bisogna regalare per poter conservare», questa è la filosofia di un uomo che vive con onestà e che accoglie apprendisti che da ogni parte del mondo. Io e Jana abbiamo acquistato 1kg di bistecca a 28 Euro, prezzo pienamente giustificato per un pezzo di carne eccezionalmente tenero e ricco di sapore, ogni boccone succulento come quello di un piatto da ristorante di carne della città ventosa.

Carlo è il fornaio del paese. Il suo pane possiede quell'inconfondibile croc croc, suo marchio di fabbrica acquisito grazie al forno a legna. Da quel forno nasce anche la schiacciata, la nostra preferita ora e sempre. Spennellata con olio d'oliva e spolverata con sale marino, è lo spuntino o il pasto perfetto a qualunque ora del giorno (esce dal forno la mattina, appena dopo le 8:30).

Gianluca, come dicevo l'altra settimana, gestisce il caffè La Curva: il punto d'incontro di tutto il paese dove si serve caffè, gelato e birra dalla mattina presto fino a tarda sera (niente siesta qui). Gianluca fa più di 400 caffè al giorno, cifra sbalorditiva se si pensa che in paese vivono solo 1500 persone.

Ma non finisce qui. Un negozio per bambini vende prodotti d'artigianato locale che potrebbero benissimo trovarsi in un negozio cittadino d'alto livello. Poi c'è una stilista di abiti su misura, che vende scarpe e prodotti d'artigianato (i prezzi partono da 300 euro), giacche, camicie e borse in una boutique molto chic che trova armoniosamente il suo spazio di fronte a una bottega di frutta e verdura. Dall'ingresso di entrambi i negozi si può vedere la chiesa dell'XI secolo di Panzano.

C'è un impegno per l'eccellenza che non concede compromessi, qui. Una tale convergenza di talenti e passioni umili ma allo stesso tempo consapevoli.

Tuttavia, la cosa che più di tutte mi ha toccato della nostra esperienza a Panzano delle ultime settimane è la calda accoglienza della gente del luogo. Ovunque andiamo, tutti ci salutano con un sorriso e un «Ciao» sincero che si trasforma in conversazione quando scoprono che viaggiamo con un bambino.

«Ah, allora questo è Max» - mi ha detto una donna a La Curva una mattina mentre entravamo nel locale, appena dopo le otto. È un'amica cui Gianluca ha raccontato delle nostre visite mattutine al caffè. Lei sorride calorosamente a Max, e lui, scalciando velocemente, ricambia con un gridolino acuto. «Ahh, bello» - dice la donna, accarezzando il braccio di Max. «Bello».

«Bello» a te, Panzano. E mille grazie. Per averci permesso di realizzare la nostra favola.

 

 

The Butcher, the Baker, and the Cappuccino Maker: A True Tuscan Fairy Tale

The first thing you notice as you ascend the last, gradual hill leading to the town square is its historical center perched high above on a hilltop. With its 1,000-year old church and castle harmoniously blending into the Tuscan landscape, you're entering a masterfully painted mural, one whose stone-laid streets and centuries-old homes announce a civilization lost in time.

As you approach the piazza, you notice an elderly barber reading a newspaper, his back pressed against a stone archway that frames his shop, opera music drifting from inside. A woman is carrying a loaf of bread, and she stops to chat with a man drinking wine at an to an enoteca. A man and his baby are kneeling next to a fountain, watching the fish. This is indeed a simpler life with the deliberate pace I have been seeking for Jana and Max, the fairy-tale setting for our much-anticipated family vacation away from Chicago. Three weeks later, that feeling has grown ever stronger.

With our Tuscany stay nearing an end, we prepare to leave Panzano grateful for our time here, but yearning to return. Panzano is indeed a place lost in time, with a very simple lifestyle, but its people far from provincial. The town's services and facilities are mature and sophisticated, fully leveraging the passions and skills of its talented residents.

Dario Cecchini is a world-renowned butcher, a gastronomic craftsman whose trainees come from all over the world (Kazakhstan, Japan, Canada, the United States, among many others). Jana and I spent the morning at his shop yesterday, speaking with him about his life's work while marveling at his artistry as he whittled away effortlessly at everything pork and beef.

"You must give away what you have in order to retain it," is a loose translation of his philosophy, one he lives in earnest as he embraces apprentices from around the world who come to Panzano to train under his guidance. Jana and I purchased a 1 kg steak for 28 Euros, a fully justified pricetag for a piece of meat that was exceptionally tender and flavorful, every bit as succulent as one could buy at a big city steakhouse in the Windy City.

Carlo is the town's baker, whose breads receive their trademark crunch in his wood-burning oven, from which schiacciata has become our far and away favorite. Brushed in olive oil and dusted with sea salt, it's the perfect snack or meal any time of day (arrive just past 8:30 a.m. when it emerges from the oven).

Gianluca, as mentioned last week, runs La Curva café, the town's meeting point where coffee, gelato, beer, and wine are served early morning through late evening (no siesta here) to a convivial gathering of locals. He sells more than 400 coffees each day, a staggering figure considering the town numbers only 1,500 residents. It doesn't stop there.

A children's store sells artisanally crafted products that could easily find their way into any high-end urban store. And a custom clothes designer hand crafts shoes (starting at 300 Euros), jackets, shirts, and bags, selling them in a chic boutique that sits harmoniously across the street from a fruit and vegetable bottega. From either's doorstep, you can see Panzano's 11th century church.

There's an uncompromising commitment to excellence here, a convergence of talents and passions that are both humble and self aware. Yet what struck me most about our experience in Panzano these past few weeks is the warm reception we've received from locals.

Everywhere we go, we're greeted with a smile and "Ciao," an earnest initiation that is extended into conversation once they see we're traveling with a baby. "So this is Max," a woman at La Curva said to me one moring as we entered just past eight. She's friends with Gianluca, who had told her about him and our morning coffee visit. She smiled warmly at Max, who returned the gesture with a high-pitched squeal and rapid kicking. "Ahh, bello," the woman said, rubbing Max's arm. "Bello."

"Bello" to you, Panzano. Et mille grazie. For helping make our fairy tale come true.

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RISULTATI
madhouse 64 mesi fa

peccato che la Toscana tutta sia degradata e cementificata.,...restano eccezioni che son fiabe per chi ancora vuole crederci..

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