Guida al piacere e al divertimento 2013

di Margot  Silva 

Roberto Piccinelli ormai da anni gira in lungo e in largo la Penisola alla ricerca dei bar, ristoranti e discoteche più originali e alla moda. Noi l'abbiamo intervistato e ci ha suggerito la sua top ten della nightlife

Margot  Silva

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Roberto Piccinelli, giornalista e "sociologo del piacere", ha stilato la sedicesima edizione della Guida al Piacere e al Divertimento, tema di quest'anno "Solo la fantasia ci può salvare dalla crisi". Bibbia del Loisir, con 3.650 indirizzi e 1.800 locali nuovi recensiti distribuiti in tutta Italia. Piccinelli traccia i contorni della movida notturna, analizzando le nuove proposte, compilando classifiche, che vanno dalla Top Ten Emotion agli Oscar del Piacere. Fa il punto sulle nuove tendenze, suddividendo le location per tipologia, e su come il mondo del divertimento reagisce alla crisi economica. Punta l'occhio sui nuovi trend: Decluttering, Divorce Party, Mapping, Lipsynching, Neuro Club. Parole nuove, per lo meno in Italia, altre dei veri e propri neologismi, il cui significato non è immediato. Abbiamo chiesto a Roberto Piccinelli di spiegarcelo.

Come è nata l'idea di questa guida e la tua passione per i locali notturni?
«Mi occupavo di moda, ero sempre in giro. Facevo il buyer quindi andavo spesso a New York, Parigi e alla sera entravo nei locali. Così in ogni città sapevo sempre dove andare e gli amici mi telefonavano per chiedermi consigli sulla location giusta. Questa guida è nata proprio per loro, invece di continuare a rispondere al telefono, ho fatto che mettere tutto per iscritto, così hanno cominciato a lasciarmi in pace! Diciamo che con la vita notturna un po' sono stato predestinato a causa del lavoro che svolgevo, e un po' mi ci sono ritrovato».

Il tema di quest'anno è "Solo la fantasia ci può salvare dalla crisi", perché questa scelta?
«I locali sono in crisi, la gente esce di meno. Quindi non investono per rinnovarsi a livello di arredamento o di immagine, ma cercano di richiamare i clienti attraverso la fantasia, che non costa nulla. Cercano quindi di proporre cose divertenti, che invogliano la gente ad uscire, puntando sulla creatività e sulle emozioni».

Come sono cambiati i locali notturni? Come si sono adattati alle nuove esigenze della gente?
«Vent'anni fa c'erano pochi locali, c'erano solo i tradizionali bar, ristoranti e discoteche. Poi col tempo sono triplicati e hanno cambiato faccia, hanno ampliato le loro funzioni. Gli stabilimenti balneari, ad esempio, sono diventati posti dove si balla, i rifugi alpini stessi sono diventate location dove ballare quando si smette di sciare. Oggi i locali sono davvero tanti, dai Drinking Stop che richiamano i Concept Store, ai Gossip Club, i locali diventati famosi grazie alla cronaca rosa e nera, gli Smart Poor, trattorie alla moda dove si mangia tradizionale, i Multi Club, posti multifunzionali o ancora gli Show Window dove mettersi in mostra».

Come fai a realizzare la Guida aggiungendo ogni anno molti posti nuovi, giri di persona?
«Questa non è la classica Guida, tutti gli anni c'è un ricambio notevole. Giro molto di persona e ogni anno ricomincio da capo. Cerco di vedere con i miei occhi il maggior numero di locali possibili, anche per poter dare una univocità di giudizio».

Quali sono i criteri utilizzati per recensire i locali?
«Sicuramente la novità, quindi se un locale ha aperto da poco, e se è di moda. Nella Guida per ciascuna scheda viene indicata l'originalità, il servizio e l'atmosfera. Cerco di differenziare il più possibile le tipologie per soddisfare le esigenze e i gusti di tutti. Non si possono considerare solo i locali più vip».

Ci spieghi il significato di qualche parola che hai messo nella Top Trend?
«Incominciamo dal Mapping, è una nuova tendenza. Consiste nella proiezione di immagini sugli edifici, su delle ville antiche, per esempio, facendole rivivere. I Neuro Club sono dei locali che cercano di modificare e di entrare nella testa delle persone, rilassando, lasciando andare la fantasia. Quella dei Divorce Party invece è una tendenza che arriva dall'America, i divorzi ormai sono più dei matrimoni e quindi invece di fare la festa di matrimonio si fa quella del divorzio. Nel trend Decluttering rientrano quei locali che ottimizzano lo spazio, adibendolo a funzioni diverse rispetto a quelle per cui sono nati».

Quali sono i tuoi locali preferiti?
«Mi diverte molto "One Off" a Viganò Brianza vicino a Lecco. È una vecchia filanda dove portano la "cofana socializzante". Si tratta di una marmittona di pasta da 500 grammi, 1 chilo o 3 chili dove ci si serve da soli. È una buona soluzione contro la crisi e servirsi la pasta non fa di sicuro male! Poi direi "Il Patriarca" di Bitonto, in Puglia, dove servono la pizza creata con l'impasto a base di cannabis sativa, ovvero la canapa, che non ha niente a che vedere come la cannabis indiana. Nel centro Italia consiglio "L'è Maiala" di Firenze, che accetta il baratto come forma di pagamento, previo accordo preventivo ovviamente.  Per quanto riguarda le discoteche mi ha colpito il "Byblos" a Milano, aprire una discoteca di questi tempi è certamente una scelta forte, coraggiosa, di voler controbilanciare la crisi. Soprattutto perché le discoteche stanno soffrendo una grave crisi d'identità visto che ormai si può ballare da tutte le parti».

Sfogliate la gallery con i dieci locali top suggeriti da Roberto Piccinelli.

LEGGI ANCHE: La top ten della movida mondiale

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