ITINERARI E METE

Gargano Express

22 luglio 2011

C'è un vecchio mulo di ferro che non si stanca di ascendere sulla Montagna dell'Arcangelo. Fa un lungo giro, parte da San Severo, tocca Sannicandro e sale a Carpino e Ischitella, ammira il lago di Varano, la lingua di terra che spacca l'azzurro in due, dividendo specchio lacustre e specchio marino. Infine in quel blu s'immerge, si tuffa su Rodi, San Menaio, Calenella. È il treno delle Ferrovie del Gargano. Un viaggio che, da solo, ormai fa turismo. Due ore di paesaggi che tolgono il respiro, mostrando le bellezze di tutta la Capitanata come fosse merce rara (e lo è)

Perché all’inizio è il giallo intenso a carezzare gli occhi. Paglia come sole. Paglia al sole. Paglia e sole. Abbracciati, abbarbicati l’uno all’altro nella comunione di un riflesso di luce.

Un riflesso che rimpalla ovunque, si schianta sulle balle ordinate, sulle masserie diroccate. San Severo è ancora lì, ma è l’odore dell’aria quello che non lascia scampo. Solo il finestrino segna il confine tra il viaggio fisico e quello delle emozioni. Con la terra che si colora di rosso e la montagna di un rosa sbiadito, s’inala il profumo dei fichi e dell’arsura.

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