ITINERARI E METE

Ve li diamo noi i Caraibi

19 agosto 2011
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In Sardegna, tra le dune dove volano i pesci rondine

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Prima ricognizione in auto, partendo da Pula – dove dormo principescamente al Forte Village –, diretta prima a Capo Teulada e poi a Porto Pino. La provinciale 195 è una Corniche fantastica affacciata sul mare. Vira all’interno solo dopo Teulada, perché lì il litorale è off limits: terreno militare  per dieci mesi all’anno dalle simulazioni della Nato. «Ci sono giorni, d’inverno, in cui l’orizzonte è occupato dalle navi. Quando sparano ti tremano i muri di casa», mi dice un ragazzo che ho incontrato al supermercato dei fratelli Montisci, dove mi sono fermata a comprare del pecorino. Per fortuna da metà giugno all’inizio di settembre le operazioni militari si fermano. Riaffioro vista mare un po’ prima di Porto Pino, per andare alle Dune, entrando (per 5 €) nella zona militare. Imbocco un sentiero tra ginepri e giunchi. Lo spettacolo vale la breve camminata: le dune (dove è proibitissimo salire, e se vi venisse la tentazione sarete dissuasi da poliziotti a cavallo), lasciano senza fiato. E, a parte la zona della lunghissima spiaggia più vicina all’abitato, c’è scarsa densità di bagnanti.
Del resto per evitare anche i pochi ombrelloni basta muoversi in senso orario contrario ai sardi, presto la mattina o dopo le 18: il sole è al tramonto, ma le ombre sugli scogli e la sabbia sono bellissime. Il giorno dopo sono al porto di Teulada, pieno di pescherecci e qualche gommone. La Milmar, la goletta di 22 metri che mi trasporta, è elegante e comoda. Prima del Capo Malfatano, faccio il bagno a Piscinnì. «Siamo fortunati, il vento soffi a da sudest. Con il maestrale l’acqua non sarebbe così colorata», mi dice Roberto, il capitano. La tonalità è quella di un acquario. Sulla curva della provinciale, incrocio il camioncino di Mario il paninaro. «A Tuerredda c’è un baracchino che vende salsiccia al mirto. Si fermano tutti. Sul cartello c’è scritto “Venite, cerco moglie!”».
Subito dietro Capo Malfatano arriviamo in una spiaggia riparata di sabbia bianca e poi la splendida e famosa Tuerredda, dove in piena stagione apre il bagno Poseidon, che affitta lettini e ha un chiosco perfetto all’ora dell’aperitivo. Doppiato il Capo Spartivento, dominato dal faro che è diventato un hotel, invertiamo la rotta diretti alla zona militare. È permesso, a patto di restare a 5 metri dalla riva e di non gettare l’ancora. Ma a Porto Zafferano e a Porto Scudo, tra le rondini di mare che nuotano a pelo d’acqua e le stelle marine sul fondo, chi ha voglia di essere proprio ligio?
A cura di Elena Dallorso

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