Tel Aviv, la città bianca

01 marzo 2010 
    <p>Tel Aviv, la città bianca</p>

    E' difficile descrivere la città bianca, come viene chiamata per i circa mille edifici in stile Bauhaus disseminati nei diversi quartieri. Attiva 24 ore al giorno, Tel Aviv è diversa quanto le origini e la provenienza dei suoi abitanti.

    Camminando per strada le lingue si mischiano: molti si incrociano, si salutano, l'impressione è quella di una città che corre sempre, ma che allo stesso tempo sa trovare il tempo di fermarsi e apprezzare una chiacchierata con gli amici, una bibita - per strada sono comunissimi i baracchini che vendono bicchieroni di succo di melograno fresco, buonissimo e antiossidante, a 1 euro - o semplicemente il sole, caldo anche d'inverno.

    La città è un groviglio di stili, dall'affollato shopping mall a cielo aperto che è Dizengoff Street alle più bohemienne Sheinkin e Rothschild Street, fino all'East Village israeliano, Neve Tzedek.

    A Tel Aviv c'è molto da fare: è conosciutissima per essere la Barcellona del Medio Oriente, locali sempre aperti, movida fino all'alba e un fermento culturale da grande metropoli.

    Basta camminare per i diversi quartieri per capire che anche qui l'arte non manca, in tutte le sue declinazioni. Il quartiere ufficiale delle gallerie d'arte sorge su Gordon Street. Ancora una volta c'è l'imbarazzo della scelta, ma sono due quelle che colpiscono di più sia per la preparazione dei proprietari che per gli artisti presentati. Non a caso, probabilmente, sono due delle gallerie d'arte più antiche.

    Entrando alla KISHON ART GALLERY si respira subito aria di nuovo: sebbene questo spazio sia stato aperto nei primi anni '70 da Ephraim e Sarah Kishon, Renana, artista, laureata alla prestigiosa Accademia d'Arte e Design Bezalel di Gerusalemme, capelli rossi naturali e stile da vendere, dopo la morte dei suoi genitori ha deciso di chiudere la galleria e di prendersi tre anni per ripensare e reinventare lo spazio, che adesso vuole «presentare e promuovere a livello internazionale artisti israeliani contemporanei».

    Alla GIVON ART GALLERY c'è Noemi, la proprietaria, che conosce bene l'Italia. I'm dancing On Your Grave, lo show di Nurit David ora in mostra alla galleria, è curato da Demetrio Paparoni, critico d'arte e saggista italiano. Aperta nel 1974, la galleria impersona una visione internazionale che però crede nella forza locale: «Noi non partecipiamo alle fiere per rappresentare i nostri artisti. Di solito - spiega Noemi - gli stand sono divisi per grandezza del territorio ed essendo Israele un paese di dimensioni piccole finiremmo sempre al margine. Qui siamo una delle gallerie più importanti, non avrebbe senso stare al margine altrove. Preferisco far rappresentare i miei artisti da gallerie locali di spicco all'estero, che conoscano il loro territorio e che sappiano come operare al meglio in quel paese come faccio io qui con il mio».

    DOVE MANGIARE
    Kimmel (sabato e domenica 12:30-23) address: Hashahar 6, Neve Tzedek. Situato nel quartiere della movida notturna, questo ristorante è un must. Ogni portata vi sembrerà la più buona, grazie a ricette che uniscono gli ingredienti locali alla sapienza degli chef.

    Per un pasto più spartano ma non meno saporito, provate anche uno qualsiasi dei negozi che servono l'home cooking food (il menu offre una manciata di specialità locali pronte, cucinate e servite con amore come a casa) nel quartiere Yemenita, subito dopo il Mercato del Carmel.

    DOVE DORMIRE
    Sia a Tel Aviv che ad Haifa la catena Dan Hotels Israel assicura posizione strategica e ottimo servizio (indicativamente circa 200 euro a notte per una doppia). Ma c'è comunque l'imbarazzo della scelta, dal Carlton di Tel Aviv alla stessa Villa Carmen ad Haifa che dipone anche di 15 stanze di design.

    (nella foto di E. della Barba, Gilli Cohen)

    Condividi:
    • Twitter
    • Facebook
    • Delicious
    RISULTATI
    Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
    Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).