La crisi e le condizioni meteo, non certo estive, sono costate
oltre 2 milioni di presenze in meno sulle spiagge italiane
nel mese di luglio che si è appena chiuso. Le più colpite
sono state le coste della Liguria, dove si è registrato un calo del
25% delle persone, ma anche Lazio e Toscana sono state messe a dura
prova dalla micidiale e negativa accoppiata.
Questo il triste bilancio stilato dal presidente del Sib
(Sindacato Italiano Balneari), Riccardo Borgo, che teme ora di
veder compromessa l'intera stagione turistica, a meno di un
miracolo agostano, francamente difficile da
pronosticare.
«Nel mese di luglio abbiamo registrato la mancanza di
oltre 2 milioni di turisti sulle nostre spiagge
rispetto al 2010 - ha spiegato Borgo - e il danno economico
è enorme, perché anche i consumi si sono ridotti di oltre
il 35%.
Fra le cause, il maltempo che ha abbassato le
temperature e, ovviamente, la crisi
economica. Muoversi costa e questo ha avuto
ripercussioni soprattutto sui cosiddetti bagnanti del
weekend, mentre la maggior parte dei turisti è oggi
costretta a fare delle scelte e quindi a decidere se - per
esempio - prendere lettino e ombrellone o fermarsi a mangiare una
pizza in spiaggia».
Logico, dunque, che i clienti migliori in questo senso
siano le famiglie con bambini, «perché - spiega ancora
Borgo - per un genitore è sempre difficile dire no ai capricci del
figlio, quando finalmente trascorre con lui molte ore della
giornata».
Tralasciando l'impatto non esattamente educativo di un simile
comportamento genitoriale su qualunque figlio, la buona
notizia è però rappresentata dalla massiccia presenza
straniera sulle nostre spiagge. Un dato per tutti: in
Versilia nel 2011 le presenze sono aumentate anche del 15%, in
controtendenza rispetto agli anni passati.
A farla da padrone sulle nostre spiagge, sempre a detta del Sib,
sarebbero i russi, «che si stanno diffondendo a
macchia d'olio e chiedono un'offerta sempre più
alta ai nostri stabilimenti».