Il viaggio ai tempi di Google: ecco il  profilo del turista secondo Big G

di Giuditta Mosca 

Chi è il viaggiatore? Cosa vuole e, soprattutto, cosa cerca sul web? A queste domande ha cercato di rispondere Google, che ha pubblicato un resoconto incrociando i dati forniti dallo studio "Traveler's Road to Decision" e quelli provenienti dalle ricerche effettuate tramite il proprio motore di ricerca

Giuditta Mosca

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E così i turisti e i viaggiatori sono finiti sotto al lente di ingrandimento di Google.
Le macro-famiglie di viaggiatori analizzate dal motore di ricerca sono due: chi viaggia per piacere e chi per lavoro.
I primi si affidano a compagnie aeree, hotels e agenzie di viaggio delle quali si fidano e, in questo caso, la pubblicità ha il suo bel peso.
Chi viaggia per lavoro, invece, cerca la convenienza perché i budget aziendali sono sempre più stretti.

I turisti amano pianificare i propri viaggi utilizzando il web (83%), avendo però bene in mente quali mete raggiungere; al contrario, chi viaggia per dovere, si affida ad un fornitore, nel 76% dei casi reperito online, che possa presentare un pacchetto "all inclusive".
Il vero lusso se lo concedono i turisti benestanti (che nelle indagini di Google hanno un reddito famigliare superiore ai 250mila dollari annui) che, nel 70% dei casi, pianificano sì il proprio viaggio online ma senza avere una meta prefissata e scegliendola seguendo link dopo link, a suon di click.

Ciò che accomuna le due tipologie di viaggiatori è l'utilizzo sempre maggiore di applicazioni per device mobili, ulteriore segno che ormai smartphone e tablet sono più che semplici strumenti.

I turisti che non vogliono rinunciare ai viaggi, dovendo però prestare un occhio al portafogli, spendono sempre più tempo online alla ricerca di offerte vantaggiose ma non disdegnano, nel 64% dei casi, l'idea di soggiornare in hotel di lusso se il prezzo viene ritenuto abbordabile (erano il 55% nel 2011).
Per il 57% dei turisti privati il marchio gioca ancora il proprio ruolo: più è pubblicizzato più è affidabile. Discutibile ma, a quanto pare, efficace.

I "business travelers", per quanto concerne i viaggi, considerano gli orari di decollo e atterraggio il parametro più importante, il prezzo è la discriminante nella scelta del luogo dove alloggiare e del noleggio di un'automobile.

La pubblicità influenza il 45% dei turisti e il 69% dei business men e toglie spazio ai consigli: solo il 23% di chi viaggia per piacere si affida a pareri di conoscenti e amici (sono il 40% quelli che leggono le recensioni online) mentre, tra chi si muove per lavoro ascolta, nel 40% dei casi, i consigli dei conoscenti e, in 54 casi su 100, si affidano alle opinioni reperite sul web.

La prenotazione online diventa un piccolo hobby, tanto è vero che il 44% dei possessori di device mobili scarica applicazioni per la riservazione di titoli di viaggio e alberghi, consultandole di quando in quando anche se non hanno modo di partire.

Che il web assume un ruolo vieppiù determinante lo si capisce dai video che i viaggiatori consultano per decidere dove andare o per informarsi meglio una volta scelta la propria meta: 62 viaggiatori su 100 si affidano ai contenuti condivisi da altri utenti che riguardano gli hotel, gli aerei ed eventuali tour organizzati.

Grazie al web siamo tutti più Gulliver.

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