Pericoli dixit

20 maggio 2011 
<p>Pericoli dixit</p>

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TULLIO PERICOLI pittore
Nato a Colli del Tronto (Ap), 74 anni. I suoi disegni sono pubblicati sulle principali riviste e sulle copertine dei libri di molte case editrici. Quest'anno sarà suo il Drappellone del Palio di Siena.

 

«Chi andasse in Ascoli non potrebbe non notare, arrivando, la montagna dell'Ascensione e, sia che venga da est che da ovest, la vedrebbe cambiar faccia come un guardiano che, per non perderci di vista, ci mostra i suoi diversi profili. Sotto questa montagna si concluderà la nostra breve gita. Dopo aver fatto un giro per la città, non si potrà lasciare Ascoli senza aver visto la piazza del Popolo e l'interno del Caffè Meletti, davvero imperdibili.

La prima tappa è Offida, non tanto per la cittadina in sé, antica e bella, ma per la cattedrale di Santa Maria della Rocca (via Roma) che dal 1.300 circa è lì, forte e minacciosa, con tre lati a picco sullo sprofondo. Qui, cattedrale a parte, si potrà avere una prima idea dei calanchi marchigiani. Offida è terra di vini e a pochi chilometri, andando verso Acquaviva, si può deviare in una strada di vignaiuoli. Il primo che si incontra è l'ormai famoso Ciù Ciù (contrada Ciafone 106) e, tra i suoi vari rossi, si può prendere il mio preferito, il San Carro. Dopo, il consiglio è di non tornare indietro, ma di proseguire sulla strada sterrata ancora per qualche chilometro: si entra in uno dei più bei paesaggi marchigiani di colline e di vigne, intatto e lavorato magistralmente.

Ultima tappa, dicevo, è la montagna dell'Ascensione. E qui bisognerebbe rintracciare, chiedendo, un'altra stradina sterrata (ci vorrebbe una 4x4) che congiunge Ripaberarda a Polesio. Nel punto più alto del suo percorso si incontra un paesaggio che contraddice tutte le parole spese sulla dolcezza delle Marche: una veduta infernale di calanchi a precipizio che vi farà dubitare di essere nelle Marche, in Italia e forse addirittura su questo pianeta».

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