Sepino (CB)

19 maggio 2011 
<p>Sepino (CB)</p>

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Il bello è arrivarci di mattino: non per evitare le folle, che qui non ci sono. Ma questa è l'ora in cui i pastori della zona portano le capre a brucare l'erba fresca che cresce tre le colonne dell'antica basilica romana, e la scena ha un suo fascino. Saepinum, fondata dai sanniti, romana dal I secolo a.C., era una città fiorente lungo il tratturo, con le mura in opus reticulatum, un teatro, il foro, le terme, archi, portali, negozi, taverne e mulini. C'è ancora tutto, o quasi, e ben conservato. Il teatro ha la cavea, la scaena, i camerini, ma la cosa più sorprendente è che attorno al suo perimetro, nei secoli, sono state costruite le case dei pastori della zona, che hanno scelto di usare la scaena come piazza. Non male. Da qui potete raggiungere l'antico villaggio sannitico di Terravecchia, camminando un'ora in un bosco fittissimo di faggi. Attenzione: è facilissimo perdersi, meglio andarci con una guida (contrada Altilia, tel. 0874 790207, museo 2 €. Per una buona guida chiamate Carla: 334 1625843; 2 €).

A pranzo: primi fatti in casa e carne alla brace al ristorante Porta Tammaro, proprio all'ingresso del sito (tel. 328 5874181; 15-20 €). Per dormire, al paese di Cercemaggiore c'è un piacevole b&b (tel. 335 5319600; da 46 €).

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