Castelluccio (PG)

19 maggio 2011 
<p>Castelluccio (PG)</p>

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La Piana di Castelluccio è una distesa di 15 chilometri quadrati senza niente, non un casale, non un dosso, ma solo erba, genzianelle, narcisi, papaveri, ranuncoli... A patto di andarci tra maggio e luglio, per la fioritura. Questo è anche il momento migliore per un trekking al Parco Nazionale dei Sibillini. Si parte dal Rifugio degli Alpini di Forca di Presta (tel. 0736 809278, 347 0875331-2; pernottamento e cena 35 €). Andateci la sera prima: il gestore, Gino Quattrociocchi, sa accogliere gli ospiti nel modo migliore, con fettuccine al tartufo, carne alla brace, e una camera comoda.

Il giorno dopo si parte verso i monti che Guido Piovene definiva «I più leggendari dell'Italia del centro». Rocce, vento, praterie e ghiaioni vi accompagnano per due ore di salita fino alla Sella delle Ciaule. Qui dovete decidere che cosa fare. Per la cima del Vettore (2.476 m) ci vuole un'altra ora, ma da lassù si vede anche l'Adriatico. L'altra scelta è scendere in un'ora fino ai laghi di Pilato, due macchie turchesi abitate da uno strano crostaceo endemico. Comunque sia, sarete nel cuore degli Appennini. Si viene anche d'inverno, per sci di fondo e ciaspolate (lamulattiera.it).

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