Al bar Margherita

09 aprile 2011 
<p>Al bar Margherita</p>

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PUPI AVATI, regista. 
Bolognese, 72 anni, ha diretto decine di film, molti dei quali ambientati a Bologna. Presiede anche la Fondazione Federico Fellini.

 

«Di Bologna mi piacciono le persone e la sua aria di provincia. I miei indirizzi? Parto da una trattoriola: il Meloncello (via Saragozza 240, tel. 051 6143947), un posto defilato con pochissimi tavoli e una cucina di alta qualità. Ottima la "pasta gramigna", una pasta corta, con salsiccia, panna e funghi.

Tra i ristoranti, il Diana (via Indipendenza 24, tel. 051 231302), il posto più classico per la cucina tradizionale bolognese, dove si mangiano i tortellini, le lasagne e il bollito. Per finire non bisogna dimenticare da Nello (via Montegrappa 2, tel. 051 236331) con piatti tipici.

Per comprare invece i prodotti locali, c'è Tamburini (via Capraie 1), un'istituzione per la sua mortadella. Per i migliori tortellini della regione, oggi bisogna andare fuori città: da Paolo Vivarelli, a Porretta (via Lungoreno 93).

Un bar? Il Margherita (via Saragozza 85), a cui ho dedicato persino un film. A Bologna trova soddisfazione anche la mia passione per i libri antichi. Un indirizzo tra tutti, la libreria Arnaldo Forni (via Ponte Romano 25), verso l'ospedale Maggiore. Dimenticavo la musica: andate al Doctor Dixie Jazz Band (via Cesare Battisti 7/b), la cantina dove ho suonato anche io».

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