Quelle colline un po' così

03 aprile 2011 
<p>Quelle colline un po' così</p>

Torna a FRIULI VENEZIA GIULIA

ELISA TOFFOLI, cantautrice.
Elisa è nata a Monfalcone 33 anni fa. Ha una bambina di un anno e mezzo, Emma Cecile, avuta da Andrea Rigonat, chitarrista della sua band.

«Io non potrei vivere altrove che qui, dove il blu dell'Adriatico si mescola al bianco del Carso, aspro e roccioso. E certe sere, quando il mare si mangia il sole, scivoli dentro una bolla arancione. È una provincia assurda, questa del Friuli Venezia Giulia: ha bellezze straordinarie e valli ancora intatte e così isolate che conservano linguaggi antichissimi. Trovi persone di sangue misto, culture che si intersecano, sloveni, austriaci e friulani che si incontrano in una specie di dimensione "altra". Prendi la musica. Non so perché, ma dalle nostre parti se ne è sempre suonata tanta. A Monfalcone si fa elettronica sperimentale, a Trieste vincono il metal e l'hard rock e a Udine trovi jazz eccellente. Tutto scorre in maniera sotterranea e spontanea e nascono festival incredibili come quello di Topolò, dove l'arte contamina la canzone, o il Rototom, che fa del Friuli la patria estiva del reggae tricolore.

Credo che tanta creatività abbia a che fare con la geografia della regione, ricca di meraviglie naturali e piccoli miracoli d'architettura meticcia che riappaiono in Istria e in Dalmazia. Le fonti d'ispirazione non mancano: è per questo che ho scelto di crescere mia figlia Emma Cecile proprio qui. C'è per esempio una strada fiabesca che corre tra Grado e Aquileia in mezzo all'acqua dei canali come dentro un sogno. Alla fine hai davanti a te l'isola di Barbana con il santuario e il convento francescano che si stagliano nel cielo e quando si alza la nebbia è come se fossero sospesi sulla laguna. Una visione quasi metafisica. Qualcosa del genere deve aver provato il poeta Rainer Maria Rilke durante le lunghe passeggiate tra i pini di Sistiana e il castello di Duino che si affaccia sulle scogliere a strapiombo sul mare. Non a caso il sentiero porta il suo nome e qui scrisse i primi versi di Elegie duinesi.

Si sa della vita di James Joyce a Trieste, di Italo Svevo e di Umberto Saba: innamorati di piazza Unità d'Italia come me, vi composero pagine di grande letteratura seduti ai suoi caffè. È una piazza magica, quasi epica: hai davanti il mare e lo abbracci tutto. Un paio di vie più in là c'è Kapuziner, un ristorante bavarese famoso per i würstel, anche se è la iota, la minestra di crauti e fagioli, il piatto più tipico. Provatelo da Pepi, indirizzo amato dai triestini. Ma sappiate che sono le osmizze, il best kept secret del Carso. Come Al Bon Vento, un macrobiotico favoloso e la Cantera Social Club, per la musica dal vivo e le dj session. Sono agriturismi a conduzione familiare che esistono da secoli e dove si producono bontà di ogni genere: miele, marmellate, torte, vini come li facevano le nostre nonne. Si mangia nel bosco e sembra di saltare indietro negli anni '70, quando si andava ai picnic e si era pacifisti e un po' anarchici, e ho l'impressione che i friulani lo siano ancora. Ce ne freghiamo della politica e ignoriamo il sistema: viviamo in una regione autonoma.

Siamo fuori dal tempo? Può essere.Di recente, sono stata a un matrimonio a Paradiso, poco fuori Udine. Lo hanno celebrato in un monastero sconsacrato e le signore portavano i costumi d'epoca asburgica e avevi la sensazione di essere caduta nella favola dell'Alice sbagliata. Con mia madre che mi chiamava "strafaus" prendendo in prestito una parola dallo sloveno per darmi della piccina. E mangiavamo frico à gogo, la classica frittata senza uova con cipolle e formaggio come quella che mi preparava da bambina. Sono cresciuta tra gli alberi della mia terra, ma del mare ho ricordi avventurosi. Ero un'adolescente quando partivo con gli amici verso la spiaggia del Principe, sotto il castello di Duino. Per raggiungerla ci si calava con la corda da una parete altissima rischiando di ammazzarsi. Ma ne valeva la pena perché poi te ne stavi a guardare le onde sdraiato su questa spiaggetta erosa dai flutti marini e guardavi l'orizzonte pensando di aver fatto chissà che.

La costa qui è rocciosa e piena di caverne. L'esplorazione delle grotte del Carso a caccia di acqua potabile a fine Ottocento portò a spettacolari scoperte, come la Grotta Gigante. Sembra un enorme salone con volta a cupola: potrebbe contenere la basilica di San Pietro e ha anche un piccolo museo di speleologia. Ma se volete rimanere con gli occhi spalancati, passate una giornata alla riserva dell'isola della Cona, tra Monfalcone e Panzano. È un parco naturale con una veduta pazzesca sul golfo di Trieste perfetto per il birdwatching. Qui i cavalli galoppano liberi e selvaggi e io mi commuovo a guardarli. Più o meno quel che mi capita a Grado quando d'inverno finisco tra le sue piccole calli. E mi lascio incantare dalla malia della sua bruma. Sempre».

GLI INDIRIZZI DI ELISA

Festival di Topolò Stazione di Topolò/Postaja Topolove
Castello di Duino Duino Aurisina (Ts), tel. 040 208120
Kapuziner via Pozzo del Mare 1, Trieste, tel. 040 307997
Buffet da Pepi via della Cassa di Risparmio 3, Trieste tel. 040 366858
Isola della Cona, Riserva Naturale Foce dell'Isonzo Consorzio Il Mosaico, tel. 0432 997320
Al Bon Vento via Cittanova 17, Grado, tel. 0431 88356
Cantera Social Club Parco Caravella 1, Baia di Sistiana, Duino Aurisina, Trieste, tel. 335 1287724

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).