Val martello (BZ)

19 aprile 2011 
<p>Val martello (BZ)</p>

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Se a Merano il caldo batte intenso, prendete la strada della Val Venosta e, prima valle a sinistra, svoltate per la Val Martello. Non è molto conosciuta, ma questo è il bello. Man mano che si risale la valle (è lunga 22,5 km) si entra in un luogo diverso: sulla destra Waldheim, una baita-hotel con tavoli di legno sotto un tendone e una banda tirolese che suona ogni domenica (St. Maria in der Schmelz 16, tel. 0473 744545; pranzo 20 €; doppia: 80 €) e sulla sinistra i banchetti che vendono le fragole: enormi e sugosissime. Ma c'è tempo di fermarsi dopo, ora si procede verso le montagne del Parco Nazionale dello Stelvio, per un pranzo a suon di canederli a quota 2.681 metri, di fronte al ghiacciaio del Cevedale (3.748 m) e alla vetta del Gran Zebrù (3.851 m).

Ci sono pranzi che si guadagnano con meno fatica: per raggiungerlo ci vogliono due ore di buon passo dal parcheggio in fondo valle, ma arrivare al Rifugio Martello è una massima, grandissima soddisfazione (tel. 0473 744790; pranzo 10 €; notte a persona in mezza pensione: 37-48 €, aperto fino all'8 maggio e da metà giugno a metà ottobre). Soprattutto se, prima o dopo pranzo, si procede un'altra ora, fino a «toccare con mano» il fronte del ghiacciaio. Da sapere: la Val Martello è bella anche in inverno, non ha impianti da sci ma chilometri di percorsi per lo sci da fondo, alpinismo e ciaspole.

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