La scelta di Vittorio Sgarbi

14 aprile 2011 
<p>La scelta di Vittorio Sgarbi</p>

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«Gli affreschi dell'XI secolo della Collegiata di San Pietro e Sant'Orso ad Aosta, riportati alla luce negli anni Sessanta grazie all'impulso della soprintendente Noemi Gabrielli, sono, molto prima di Giotto e di Cimabue, la documentazione di una ricerca nei secoli bui del Medioevo di un'espressività differente rispetto ai modelli bizantini.

In questi affreschi si vedono insieme la memoria del mondo antico, della civiltà romana, e anche della civiltà bizantina, dei mosaici tradotti nell'arte più povera dell'affresco, con la volontà di dare ai personaggi carattere, perfino una fisionomia riconoscibile, e forza d'azione. Qui ad Aosta comincia così uno stile italiano che poi troverà la sua rappresentazione definitiva nella testimonianza e nella lingua toscana di Cimabue e di Giotto».

 

MANGIARE La Taverna Gargantua Cucina d'influenza toscana e francese, con carni chianine e di fassone (loc. Chez le Rû 1, tel. 0165 250393, Gressan; 20 €).

DORMIRE Au Petit Chevrot Appartamenti arredati con pezzi d'epoca, a cinque minuti da Aosta (fraz. La Cure de Chevrot, Gressan, tel. 349 2752020; da 90 €).

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