Campomaggiore Vecchio (PT)

20 giugno 2011 
<p>Campomaggiore Vecchio (PT)</p>

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È un piccolo gioiello d'avanguardia sociale immerso in malinconiche atmosfere agresti non lontane dal Basento, il fiume più importante della regione. Campomaggiore Vecchio è un borgo fantasma, progettato nel 1741, sulla base delle teorie utopistiche di Charles Fourier e Robert Owen, dall'architetto Giovanni Patturelli, allievo di Luigi Vanvitelli (il progettista della Reggia di Caserta), con l'obiettivo di dar vita a una vera e propria città dove non esistessero più povertà e differenze sociali.

Progetto andato però in frantumi quando, a causa di una frana, il borgo fu abbandonato nel 1885. Oggi le sagome dei suoi ruderi si stagliano contro il cielo creando un notevole impatto scenografico e non a caso tutti i fine settimana di luglio e agosto fanno da cornice allo spettacolo La città dell'utopia: danza aerea, luci e performance teatrali.

Per pranzo e notte, la scelta ricade sulle due uniche attività in zona: il b&b Villa Testa (tel. 0971 982060; 60 €) e il ristorante La Fattoria del Conte (tel. 347 9115608; 22 €).

Da qui, salendo verso il Monte Croccia (1.149 metri di altitudine), si giunge a un altro luogo ricco di mistero: la Grotta di Pietra della Mola, dove sono stati rinvenuti reperti risalenti al Neolitico. Una sorta di Stonehenge lucana: enormi massi allineati in un complesso megalitico presumibilmente utilizzato come calendario. Qui vicino, i resti dell'antica città fortificata di Croccia Cognato, fondata da popolazioni di origini sannitiche fra il VI e il IV secolo avanti Cristo.

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