Martini o Aglianico?

21 giugno 2011 
<p>Martini o Aglianico?</p>

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GAETANO CAPPELLI scrittore
Vive a Potenza, dove è nato 57 anni fa. Ha avuto numerosi riconoscimenti, fra cui il Premio Hemingway con La vedova, il santo e il segreto del pacchero estremo.

IL NORD DEL SUD «Potenza è la città capoluogo più alta d'Italia: è a sud ma è molto fredda. L'altitudine e il clima la rendono un po' nordica, come nordico è il carattere dei suoi abitanti. Anche il dialetto è in parte di derivazione gallica. C'è un posto nei vicoli del centro storico, vicino alla Chiesa di San Gerardo, dove c'è una targa che segna il punto più alto: 819 metri. Quando ci passo, mi sembra di toccare il cielo (via Addone)».

SALI E SCENDI «Potenza è tutta piena di salite e di discese ed è anche detta la "città delle cento scale". Ce n'è una molto famosa che porta al centro, la gradinata di piazza 18 Agosto, davvero molto ripida. Da ragazzo, quando io e i miei amici uscivamo dal liceo, aspettavamo le ragazze e ci mettevamo sotto le scale a sbirciare. Ora abbiamo le scale mobili più lunghe d'Europa, ma non è la stessa cosa».

IL VERO BARMAN «Fortunato chi ama il Martini: al bar del Grande Albergo c'è Biagio, uno dei pochi barman in grado di preparare un Martini cocktail esemplare. Non per niente ha lavorato all'Hotel Santavenere di Maratea, un posto molto famoso negli anni Sessanta e Settanta, quando la gente più sofisticata faceva sempre tappa lì (c.so 18 Agosto 1860 46)».

SHOPPING «Un negozio molto particolare è Domizio, uno dei più carini della città. Lì compro tutte le mie giacche, perché trovo quelle di Boglioli (piazza Matteotti)».

LAMPI DI VERDE «Sempre piacevole è la passeggiata in via Pretoria. In provincia non si ha bisogno di prendere appuntamento per vedersi. In via Pretoria si incontra sempre qualcuno. Trovandosi nella parte più alta della città, offre squarci improvvisi sulla campagna, col suo verde pluviale e i suoi odori».

MANGIARE E BERE «La nostra cucina tradizionale è tutta buona, ma c'è una specialità unica: i peperoni di Senise Igp, essiccati e fritti in olio extravergine d'oliva fino a diventare croccanti (cruschi). Da noi poi si beve benissimo: nel mio libro Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo ho celebrato questo vitigno che, a detta degli enologi, è tra i primi al mondo».

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