Pollino (PT)

20 giugno 2011 
<p>Pollino (PT)</p>
PHOTO GIUSEPPE COSENZA -

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Ci sono molte ragioni per visitare il Parco Nazionale del Pollino: si va per fare trekking, per seguire corsi di ecoturismo, per imparare a viaggiare a impatto minimo, per esempio, ma anche per ammirare opere d'arte. Sulle pendici più alte dell'Appennino Meridionale (2.267 metri per Serra di Dolcedorme e 2.248 per quella del Pollino), si trova infatti un interessante museo di land art, ArtePollino (tel. 0973 859455, artepollino.it), kermesse permanente di artisti contemporanei. Qualche nome? Carster Höller, Anish Kapoor, Anni Rapinoja, Nils Udo, Vicente Todoli…

Facile emozionarsi però anche davanti ai colossi tutti naturali dei pini loricati, veri fossili viventi che superano spesso i mille anni. Come Zì peppe, il pino simbolo del parco, che accoglie i visitatori davanti alla Grande Porta del Pollino. Gli esemplari più belli e grandi si trovano lungo il percorso detto «Cimitero dei pini loricati», che in circa tre ore da Colle dell'Impiso arriva a Serra delle Ciavole. Affascinante anche il «Giardino degli Dei», che abbraccia panorami meravigliosi.

Per vivere a contatto con la natura si può dormire nel parco, ma con tutti i comfort, al Castello di Principi Sanseverino a Viggianello (tel. 0973 664042; da 75 €). Nella vicina Rotonda, si va invece per assaggiare tortini e primi con la melanzana rossa autoctona preparati nel Ristorante Da Peppe (corso Garibaldi 13, tel. 0973 661251; 26 €).

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