Calabria: i borghi segreti

17 giugno 2011 
<p>Calabria: i borghi segreti</p>

Torna a CALABRIA

 

MORANO C'è un convento nel bosco
Non è un cliché dire che Morano, con il suo dedalo di stradine che salgono verso il castello di origine normanna, sembra un presepio. Ha case con tegole rosse che si affastellano le une sulle altre e palazzi nobiliari austeri e squadrati. Belle le chiese, come quella di San Bernardino da Siena, di architettura monastica quattrocentesca tardo-gotica, o la Collegiata di San Nicola, costituita da due corpi di fabbrica, uno quattrocentesco e l'altro di epoca precedente. Da lì, attraverso archi, sottopassi, vicoli, si arriva al castello e alla Collegiata dei SS. Pietro e Paolo, la chiesa più antica di Morano, con due statue in marmo di Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo. Fuori dal paese, raggiungete il Convento dei Cappuccini, con il chiostro seicentesco e i ruderi del monastero di Colloreto, immersi in un bosco di faggi ai piedi del Pollino.

Mangiare Sembra un po' il salotto elegante di una casa di paese L'Antico Borgo, dove si mangia di tutto, ma il cuoco è specializzato in piatti di pesce (via Domenico Cappelli 53, tel. 0981 30002; da 40 €).
Dormire È in centro storico il b&b Vigna della Signora, con 4 camere in un palazzo del Settecento (vico Terzo Vigna della Signora, tel. 0981 31304; da 60 €).

 

BADOLATO Storie di pirati, turchi e nobiltà
Ha 14 chiese questo paesino fondato su una collina vicino al mare (ma abbastanza lontana da non temere le incursioni dei pirati turchi) da Roberto il Guiscardo duca di Calabria verso la fine dell'anno Mille. Si affaccia sul golfo di Squillace e dall'alto della collina domina la valle del torrente Gallipari. Del suo passato nobile oggi rimangono la cinta muraria e un castello con una torre di avvistamento del XII secolo. Agli inizi della dominazione normanna faceva parte della contea di Catanzaro, poi passò agli Angioini e a varie famiglie nobiliari (compresi i Ruffo e i Pignatelli). Ma è ai monaci basiliani, francescani e domenicani, che costituirono in paese numerose confraternite, che si deve il grande patrimonio di chiese del borgo.

Mangiare I Pirari è una trattoria tipica di campagna. Da provare le scilatelle con sugo di capra. Buono anche il pesce (loc. Barrena, tel. 0967 814163; 30 €).
Dormire Al b&b Il Borgo con tre stanze in uno dei palazzi più antichi del centro, con mura spesse e affreschi (via San Leonardo 10, tel. 0967 811762; 70 €).

CAL-Cleto

CLETO Piccola, bella e ribelle
A guardarla da lontano sembra un grappolo d'uva con i ruderi del castello normanno in cima al monte Sant'Angelo che fa da tralcio. Fino al 1863 Cleto si chiamava Petramala, dal nome della famiglia che nel medioevo governava sulla cittadina. Fu dominata dai normanni, dagli angioini e dagli aragonesi, ma ebbe sempre un carattere ribelle tanto che nel 1798, dopo la proclamazione della Repubblica Partenopea, fu tra le primissime città a ripudiare i Borboni e a proclamarsi municipio. Nel 1863, con l'annessione al Regno d'Italia, cambiò il nome in Cleto. Del nucleo più antico della cittadella sono visibili le quattro porte della cinta muraria e i resti del castello.

Mangiare In località Fargani, a circa 5 chilometri dal centro, l'agriturismo Fargani propone piatti semplici e saporiti della tradizione calabrese. Ha anche alcune camere nel vecchio casale e piccoli chalet (loc. Fargani 7, tel. 0982 43353; 20 €).
Dormire A soli 6 chilometri dal paese, Il Borgo della Marinella è costituito da tante casette contadine in pietra e travi di legno. Buono anche il ristorante (località Marinella Olivo, Campora San Giovanni, Amantea, tel. 0982 46485; da 90 €).

 

GERACE La casa nella roccia
Si trova all'interno del parco nazionale dell'Aspromonte ed è un borgo fatto di due borghi. Per visitarlo, cominciate dal Borgo Maggiore. Lì un tempo c'erano le botteghe e le case scavate nella roccia dei vasari, artigiani che ancora oggi lavorano a Gerace (imitando e reinterpretando lo stile greco), e raggiungete Santa Maria del Mastro e l'antico palazzo del Balzo, affacciato sulla piana. La vera sorpresa, però, vi aspetta nel borghetto: qui sorge la magnifica cattedrale romanico-normanna, costruita sulla roccia e su un'antichissima cripta. Più o meno della stessa epoca sono la chiesa convento di San Francesco, gotica, e quella greco-ortodossa di San Giovannello.

Mangiare Ad appena un chilometro dal borgo, l'Agriturismo Le Macine è uno splendido casalefrantoio del Settecento dove gustare cucina tipica ma anche internazionale (contrada Barbara 3, tel. 0964 356196; 22 €).
Dormire È un albergo, ma ha il calore di un'abitazione privata La casa di Gianna, in un'antica dimora del 400 in pieno centro (via Paolo Frascà 4, tel. 0964 355024; da 110 €).

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
messer giorgio 66 mesi fa

....mi spiace, ma chi ha scritto su Gerace evidentemente non c'è mai stato!!!!

Simone 67 mesi fa

Vi segnalo un sito su Cleto curato personalmente da me. Buona navigazione! www.cletonline.it

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).