Se un pomeriggio d'estate...

15 giugno 2011 
<p>Se un pomeriggio d'estate...</p>

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PEPPE SERVILLO cantante e attore
Nato ad Arquata Scrivia 50 anni fa, è cresciuto a Caserta. È sposato e ha un figlio di 11 anni, Rocco. A settembre canterà al MiTo con Ornella Vanoni.

 

«Sono cresciuto a Caserta e ci ho vissuto fino ai 30 anni. La cosa più importante della mia regione è la lingua, che riflette il nostro modo di ragionare, di sentire. In Campania, il napoletano ha un variare di colori che non ha pari. Dei campani amo la sintesi, la rapidità, una dote che hanno anche altri popoli, ma che da noi è segno della capacità di trasformarsi elaborando altre culture in chiave originale senza tradire la propria identità: questo non è fatto con spavalderia, ma per spirito di adattamento, inventiva e necessità.La necessità può portare anche gioia. Come quella che vivevamo giocando a calcio da ragazzi in un campo che per necessità era diviso in due: terra battuta e asfalto. Ricordo quei due odori particolari, mischiati, in una città deserta, alle due del pomeriggio, con i negozi chiusi: la gente che dorme e noi a giocare. Negli anni '70 l'unica cosa che c'era per i ragazzi era l'oratorio: eravamo molto fortunati, perché il «superprete» ci comprava gli strumenti musicali, ci faceva fare teatro e basket, che allora era una cosa rarissima.

Anche oggi a Caserta sceglierei lo stesso momento per andarmene in giro: un pomeriggio estivo, fatto di sonno, di caldo, di silenzio. Ideale per visitare il Palazzo Reale: mi piace fare un giro nell'appartamento e accedere a una porta che pochi aprono. Dà su un'esposizione permanente di arte contemporanea, Terrae Motus, che viene dalla collezione privata di Lucio Amelio e che contiene da Warhol a Joseph Beuys, ad artisti della Transavanguardia. Oppure allontanarmi verso il giardino inglese, arrivando verso le sue "finte rovine" o alla "Castelluccia", un piccolo castelletto, con il suo fossato, dove sembra di poter sentire ancora i bambini della corte che ci andavano a giocare, le loro corse, le loro grida. In questo pomeriggio ideale, salirei fino al borgo medievale della città vecchia, per arrivare al Belvedere di San Leucio, lungo la strada sannitica che va verso Benevento, dove a dei galeotti - sia uomini sia donne fu data la possibilità di riedificare una società con autonomo statuto e dare vita alle nostre famose seterie. Se si ha fortuna, da lì la vista è magnifica: quando il cielo è terso, infatti, si può vedere fino a Napoli con Ischia e Capri in lontananza.

Quando mi trovo da quelle parti, non manco di visitare l'anfi teatro di Santa Maria Capua Vetere che era il secondo più grande, dopo il Colosseo, e che è in rovina anche perché è stato saccheggiato per costruire altre meraviglie, credo anche la Reggia stessa. Una delle cose che amo di più è il Mitreo che è ovviamente sottoterra: c'è una vasca per i sacrifici al dio Mitra costruita dagli schiavi persiani che erano addetti a reggere i velari sull'anfiteatro per riparare il pubblico dal caldo. Il caldo, il clamore alternato al grande silenzio ricorrono con frequenza nei miei ricordi, come gli spettacoli che ho visto all'Officina Teatro di San Leucio o tutta quella musica ascoltata al Teatro Civico in piazzetta Correra. Questa è la Caserta che mi piace. Dove non dimentico i dolci dei due caffè storici, il Moka e il Margherita. Per non parlare della nostra rinomata mozzarella, e la migliore si può trovare anche a un prezzo correttissimo spingendosi sull'Appia, al caseificio La Corvara (tel. 0823 841636), né mi farei mancare la pizza di Caiazzo, nella parte nord della provincia di Caserta che è la più pacifi ca e rigogliosa, all'antica pizzeria di Stefano Pepe (tel. 0823 868401). Se avete tempo, e vi fermate in Campania per un certo periodo, ecco altri tre indirizzi di ristoranti da non perdere: il Massa a Caserta città, La Caveja a Pietravairano (tel. 0823 984824) che ha, inoltre, una cantina magnifica, e il Vairo del Volturno, a Vairano Patenora (tel. 0823 643018).

Il cibo può fare da filo conduttore a tutta una vita. Personalmente ho sempre amato i gusti semplici, come quello di piatti rustici tipo la pasta e ceci o la pasta e fagioli. Il babà o la pastiera. Ma ho un ricordo vivissimo. Presente. Ho sette anni. Settembre. Sono in macchina con mio padre. Lasciamo Afragola, il paese dei miei. All'altezza di Chiaiano c'è un ambulante che vende le pannocchie arrosto e i cocomeri americani, quelli grossi. Mangio lì sul ciglio della strada. Sento vivi ancora oggi, quel vecchio venditore, quei colori. Questa è la mia terra».

GLI INDIRIZZI DI PEPPE

OFFICINA TEATRO DI SAN LEUCIO tel. 0823 363066 
CAFFÈ MOKA via Napoli, tel. 0823 801355 
CAFFÈ MARGHERITA piazza Dante, tel. 0823 354230 
RISTORANTE MASSA via Mazzini 55, tel. 0823 456527

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