Tutti quanti voglion fare jazz

15 giugno 2011 
<p>Tutti quanti voglion fare jazz</p>
PHOTO ELISABETTA CLAUDIO -

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PAOLO FRESU musicista
Nato a Berchidda 50 anni fa, è un jazzista di fama internazionale: suona la tromba e il filicorno. Dal 12 giugno alla fine di luglio sarà in tournée nell'isola.

 

«Impossibile non amare la Sardegna: è selvaggia, è in mezzo al Mediterraneo, ha una storia straordinaria e una vitalità davvero unica: il sardo è un popolo vero, e chi viene qui ha la possibilità di vedere posti belli ma soprattutto di ritrovarsi con gente che, al di là dei luoghi comuni, è molto aperta. Diventa chiusa quando decide che sei un nemico ma se ti considera un amico, ti apre le porte di casa.

A febbraio ho compiuto 50 anni, e ho deciso di festeggiare il mio compleanno con 50 concerti in 50 posti diversi della Sardegna: luoghi di interesse storico, archeologico, ambientale, sociale. 50 progetti diversi, tutti dedicati alla natura e quindi rispettosi dell'ambiente. Partenza il 12 giugno da Berchidda, chiusura il 31 luglio a Cagliari. Gli obiettivi di questa follia sono tanti: festeggiare i miei 50, omaggiare la terra che mi ha dato tanto e la mia gente, riflettere sui problemi dell'ecologia, fare una sorta di viaggio alla scoperta di una Sardegna diversa e poco conosciuta».

L'origine «La civiltà nuragica rappresenta per la Sardegna la genesi del nostro popolo. Sparsi per tutta la regione ci sono circa settemila insediamenti, anche se molti sono andati distrutti. Ma il sito archeologico di Barumini, patrimonio mondiale dell'umanità, è uno dei villaggi nuragici più importanti e ben tenuti, un posto che ha un'energia, una magia e una forza veramente uniche. Si raggiunge percorrendo la statale 131: al km 40,900 c'è il bivio per Barumini (il paese è al km 19,9). Si prosegue quindi per Tuili per circa 1 km».

La storia «Ci sono posti particolari, come il Tempio punico-romano di Antas, perduti nel niente: intorno puoi vedere solo pecore. La forza di questi luoghi sta nella loro storia da una parte e in questo essere perfettamente inseriti nel territorio come se la storia non fosse mai trascorsa. Sulla statale 126, in direzione di Fluminimaggiore, pochi chilometri dopo la deviazione per Buggerru, si incontra, sulla destra, la strada bianca che conduce al tempio».

Un regalo sul colle «Un altro posto bellissimo, immerso nel nulla, è la Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio. Si tratta di una grande e meravigliosa chiesa romanico-pisana costruita in pietra vulcanica, proveniente da cave locali, da maestranze francesi. Perfettamente conservata, appare come un meraviglioso regalo su un colle roccioso circondato appunto dal niente, a parte le pecore che pascolano, sulla strada che va da Olbia a Sassari. La sera, quando è illuminata, è un luogo straordinario. Durante il nostro festival di jazz, teniamo spesso dei concerti nella basilica».

L'isola forata «L'isola della Foradada, ad Alghero davanti a Capo Caccia, è una sorta di scoglio emerso dal mare dove si può entrare all'interno che rappresenta forse una delle località balneari più belle di tutta la Sardegna. L'isola prende il nome dal suo aspetto "forato": l'acqua ha infatti scavato nel corso dei secoli diverse grotte. Il bianco della roccia calcarea si fonde con le infinite sfumature verdi e blu della natura circostante, regalando colori unici e inattesi».

Musica e archeologia «L'anfiteatro di Cagliari è uno degli esempi più belli e importanti di edificio pubblico della Sardegna romana. La maestosa opera ellittica sopravvive soltanto nella parte scavata nella roccia, la zona appoggiata al colle di Buon Cammino. La parte costruita dai romani non c'è più, ma l'impatto è comunque qualcosa di grandioso. L'anfiteatro è però un tema molto controverso: si dibatte da anni sulla necessità di rendere questo spazio adatto a concerti con strutture più o meno invasive. Questa estate non ci saranno spettacoli: la soprintendenza ai beni archeologici ha già negato qualunque permesso, perché l'anfiteatro soffre troppo per colpa dell'impalcatura di legno che da molti anni pesa sulle gradinate».

Accoglienza barbaricina «Mi piace tanto Su Gologone, un ottimo ristorante di carne legato alla cucina tradizionale sarda, immerso nella campagna del Supramonte, tra profumi di mirto e rosmarino, vicino a una fonte molto famosa che sgorga direttamente dalla parete di granito. Oltre al ristorante c'è un accoglientissimo relais, proprio a misura d'uomo. È un luogo che amo molto perché riesce a legare il concetto, tipicamente barbaricino, di ospitalità con una dimensione internazionale».

GLI INDIRIZZI DI PAOLO

Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio Ozieri (Ss), sulla statale 597 da Oschiri a PloagheAnfiteatro Romano via Sant'Ignazio da Laconi, Ca
Su Gologone località Su Gologone, Oliena (Nu), tel. 0784 287512

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