Caltabellotta (AG)

20 giugno 2011 
<p>Caltabellotta (AG)</p>

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Si lasciano il porto di Sciacca e la piana nei dintorni di Ribera che profuma sempre di zagara, si prende la provinciale 37 e ci si inerpica fra querce e ginestre per circa 30 minuti su un colle che poi si fa montagna, ed eccoci a Caltabellotta, a 949 metri di quota, ai piedi di due monoliti rocciosi. Un borgo affollato di campanili - bellissime la chiesa Madre e di Sant'Agostino -, necropoli paleolitiche scavate nella roccia del Monte delle Nicchie, e il misterioso Eremo di San Pellegrino dove si racconta ancora della leggenda di un drago ucciso dal Santo. Ma soprattutto, un panorama su un orizzonte di campagna che finisce in un mare turchese.

Ottimo l'olio della zona, da comprare nell'Oleificio Pipia, vicino al Ristorante La Ferla (via Roma 29, tel. 0925 951444; 20 €). Per chi fa tappa anche a Burgio, famosa per le sue ceramiche, si dorme al b&b Le Foglie d'Argento (contrada Giraffe, tel. 0925 951468; da 60 €).

 

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