Il purpu e la meusa

21 giugno 2011 
<p>Il purpu e la meusa</p>

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ISABELLA RAGONESE attrice
30 anni ha recitato in teatro e per il cinema, vincendo il Nastro d'Argento come attrice non protagonista in La nostra vita di Daniele Luchetti.

«La Sicilia è un' esperienza che ti cambia se non ci sei nato, figuriamoci se sei di lì. Io sono nata a Palermo. Il mio cognome viene dalle Madonie: chi pensa alle montagne quando pensa alla mia isola? O all'entroterra meraviglioso del Belice, le vallate, i Nebrodi? Il fascino di questo paesino da dove veniamo che si chiama Petralia? Nella mia città, trovi magari una chiesa maginifica dietro un cumulo di macerie dell'ultima guerra o di immondizia. Palermo è sorprendente. Forse è l'unica città di mare al mondo al non avere un lungomare. Quello che amo davvero è l'odore di Palermo. La stigghiola, quell'odore di fegato, agenello, uova e lardo: indimenticabile.

Per capire il capoluogo bisogna vedere l'esterno della cattedrale. Riassume lo spirito della città:mille anime e mille stratificazioni. È un simbolo forte, come il Trionfo della morte di Palazzo Abatellis in via Alloro, l'Oratorio di Santa Cita con gli stucchi di Giacomo Serpotta, la chiesa dei Cavalieri di Malta (via Valverde) o via Bara all'Olivella per visitare il teatro dei pupi di Mimmo Cuticchio.

Per il mare consiglio un concerto alla Tonnara Bordonaro (via Bordonaro 9), anche se per noi il mare vero è a Mondello, dove si può mangiare "u purpu" appena pescato e godersi la vera panna alla Latteria.

La sera vado ai Candelai (via Candelai 65), un pub che era una casa di tolleranza, o alla Vucciria che è un suq delle musiche del mondo. Ritmo e stasi. Enorme e piccolissimo, come una rosticceria che fa mignon, I Cuochini (via Ruggero Settimo 68, tel. 091581158), il vino che si beve alla Kala, al Kursaal Kalhesa (foro Umbero I, tel. 091 6162282), i ristoranti Ferro di Cavallo (via Venezia 20, tel. 091 331835) e Sant'Andrea (p.zza Sant'Andrea, tel. 091 334999) o i dolci di Cappello (via Colonna Rotta 68) dove si trova la torta "setteveli". A Palermo si fa il rito del pane "ca' meusa": mangiatela alla Focacceria San Francesco che si oppone al pizzo (via A. Paternostro 58, tel. 091 320264). Per una vista mozzafiato sui tetti, il terrazzo della Rinascente».

 

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