Randazzo (CT)

20 giugno 2011 
<p>Randazzo (CT)</p>
PHOTO ALESSANDRO SAFFO -

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C'è stato un tempo in cui Randazzo era una grande città, con 40.000 abitanti e ben quattro vescovi. E in cui passavano di qui per motivi strategico-politici personaggi che hanno fatto la Storia. Si narra ancora, per esempio, di quando nel 1535 Carlo V si affacciò da una finestra di Palazzo Reale, in seguito murata perché nessun altro avesse quell'onore. I resti dell'edificio guardano su corso Umberto I, come gran parte dei monumenti più interessanti: il bel palazzo comunale, con una facciata a bugnato in pietra lavica, la via degli Archi, a sesto acuto e di impronta araba, la chiesa di Santa Maria, con tre navate e colonne di lava, e il severo castello normanno. Al suo interno si trova il la Collezione Archeologica P. Vagliasindi (tel. 095 7692660), con una serie di vasi rinvenuti in una necropoli del VI a.C. e una raccolta di pupi antichi.

Anche oggi Randazzo è strategica. È il punto di incontro di tre parchi: quello dell'Etna, dei Nebrodi e delle Gole dell'Alcantara. C'è molto da fare e da gustare, come i piatti con funghi dei Nebrodi e i dolci al pistacchio della vicina Bronte del Ristorante Veneziano (tel. 095 799 1353; 20 €). Vale la pena prenotare una stanza nell'Agriturismo Quota Mille (tel. 095 5187293; da 80 €).

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